Stampa i soldi in casa, falsario arrestato

Un 42enne nigeriano scoperto dopo aver fatto benzina con 50 euro falsi. I carabinieri scovano una tipografia

REGGIO EMILIA. I carabinieri hanno arrestato un nigeriano di 42 anni che aveva allestito una tipografia per stampare false banconote in casa. L’uomo aveva 10mila euro in tagli da 50 e 100 euro.

I controlli dei militari sono scattati dopo che martedì scorso il nigeriano aveva speso due banconote da 50 euro, ottenendo il resto, in due distributori di benzina della città. Una volta identificato gli inquirenti hanno ottenuto un decreto di perquisizione della sua abitazione, dove poi sabato mattina è avvenuto il controllo.
 
Nell’appartamento dell’africano è saltata fuori una stamperia di denaro falso, con carta dell’esatta misura delle banconote da 50 e 100 euro, inchiostri e stampanti.
Gli ulteriori accertamenti hanno poi evidenziato come il nigeriano utilizzava l’energia elettrica con un allaccio abusivo. Nella casa sono saltati fuori anche 15 grammi di marijuana.
 
Il 42enne è stato arrestato con l’accusa di falsificazione di monete e furto di energia elettrica. L’uomo, comparso ieri mattina davanti al giudice Luca Ramponi difeso dall’avvocato Vainer Burani, si è visto convalidare l’arresto ai domiciliari con divieto di comunicazioni con l’esterno. Il giudice ha rinviato poi l’udienza al 4 agosto prossimo. 
Il materiale sequestrato dai carabinieri è ingente: oltre a una lunga serie di banconote false, i militari hanno trovato tutto l’occorrente per poter confezionare i fogli che riproducevano i tagli riprodotti in maniera illecita dall’uomo con una certa perizia. 
 
Non si tratta certo dell’unico caso di falsari venuto a galla negli ultimi tempi. Il maggio scorso, a San Polo, un commerciante aveva scovato una banconota da 100 euro risultata poi fasulla. Un foglio ritrovato nella cassa del suo negozio ma grazie alle telecamere è riuscito a far riconoscere i due autori del raggiro: due napoletani che in quel periodo bazzicavano nei Comuni della Val d’Enza tra il Reggiano e il Parmense.
 
Lì era scattata l’accusa di spendita di banconota falsificata, mossa dai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza che avevano rintracciato poi i due, che avevano a loro carico precedenti specifici. Nel periodo delle festività di Pasqua i due, entrati nel negozio, aveva acquistato un uovo di Pasqua del valore di 20 euro pagando con una banconota da 100 euro e intascando il resto dall’esercente, per poi allontanarsi.
 
Il negoziante, insospettito dalla parlantina dei due e non avendo il macchinario che potesse provare la genuinità della banconota, è uscito annotandosi il modello e la targa parziale dell’auto. Nei giorni successivi, accertato che quei cento euro erano carta straccia, il negoziante è andato in caserma fornendo i dati in suo possesso. Dall’analisi dei transiti nei varchi comunali, i carabinieri sono risaliti alla targa completa: l’auto era intestata ad una società di noleggio molisana.
 
Una ulteriore prova è arrivata quando, nel corso di un’apposita seduta di individuazione fotografica, il commerciante raggirato ha riconosciuto nei due napoletani pregiudicati i clienti che avevano comprato l’uovo di Pasqua. Un anno prima, sempre a San Polo, una barista era stata arrestata sempre per aver pagato in un negozio con 20 euro falsi.