Lutto nel nuoto, il padre di Dall'Aglio: "Fatemi riabbracciare Mattia"

di Gabriele Farina

Gianluca Dall'Aglio, padre del campione reggiano morto domenica durante un allenamento, racconta il valore in acqua e fuori del figlio morto domenica. «Sarebbe dovuto andare negli Stati Uniti»

REGGIO EMILIA  «Il dolore più grande? Attendere una settimana per poter vedere il mio Mattia». Gianluca Dall’Aglio ha sempre incitato il figlio nelle prove in vasca. Ora deve essere lui forte per dire addio al 24enne morto domenica.

Una morte a cui Gianluca, come tutte le persone che volevano bene a Mattia, faticano a dare una risposta. Il papà attende l’esito delle indagini per capire cosa sia successo nella sala pesi dei Vigili del Fuoco, in cui il figlio si allenava, nel pomeriggio di due giorni fa.

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Il padre esclude l’ipotesi della malattia. «Ha avuto la mononucleosi da bambino – commenta Gianluca – ma per il resto era in salute. Come me, aveva una forma di anemia mediterranea, ma non è una malattia. È stato anche nelle Nazionali di nuoto e non aveva di certo questi problemi».

Mattia era nato il 14 gennaio 1993 a Montecchio, era reggiano doc e con la Reggiana Nuoto era diventato un atleta. I primi risultati arrivano già con gli Esordienti C, quando il giovane ha appena dieci anni. Nel 2007, a 14 anni, centra due podi al Meeting di Viareggio, poi l’anno dopo passa il confine del Secchia per entrare a far parte dei Vigili del Fuoco di Modena. Nella società geminiana torna dopo una parentesi all’Imola Nuoto, in cui diventa amico (tra gli altri) del campione europeo e mondiale Fabio Scozzoli.

«Era stato due anni all’Imola Nuoto – ripercorre le tappe il papà – poi è rientrato a Modena e ai Vigili del Fuoco perché sentiva la mancanza di Luciano Landi come allenatore. Durante il suo percorso ha avuto sempre amici. Luciano è una persona che dato tanto a noi come familiari e soprattutto a mio figlio come atleta».

Un atleta che sapeva farsi valere sia in vasca sia con lo studio prima e il lavoro poi. «Durante il primo anno ai Vigili del Fuoco faceva il pendolare tra Reggio e Modena – riprende il padre – poi s’è iscritto all’istituto tecnico Corni. Mattia era un imprenditore. Ho costruito un’azienda (Mec. Am.) e l’ho intestata a lui, che gestiva tutta la parte relativa al marketing e all’amministrazione. Dalla mia esperienza all’estero ho deciso di fondare una società a nome di mio figlio».

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E Mattia ha affrontato anche questa sfida con entusiasmo. Il primo obiettivo era la laurea in Marketing e Organizzazione d’impresa all’Università degli Studi di Modena e Reggio. Nel 2015 ha partecipato alle Universiadi di nuoto e ha mosso i primi passi nella società a responsabilità limitata Mec. Am. di Formigine (Modena). Di passi ne avrebbe presto potuto muovere anche altri.

«Dopo non essersi qualificato per i tempi con le Olimpiadi – aggiunge Gianluca – ha deciso di dedicarsi alla laurea e ha donato l’anima e il cuore nell’attività di famiglia. Aveva appena finito gli ultimi esami universitari, poi doveva scrivere la tesi a settembre e laurearsi con la sessione di novembre».

Mattia aveva anche un altro progetto imprenditoriale. «Negli ultimi sei mesi ha aperto una società a Houston – aggiunge il papà – con un socio americano. Esportiamo prodotti alimentari di nicchia negli Stati Uniti. Doveva partire il 14 agosto per visitare gli uffici e la sede, poi andare a Montreal per definire un contratto per un’altra sede in Canada».

Imprenditoria e viaggi erano due passioni che condivideva con il papà. «In questo periodo stavo recuperando la distanza di quando non c’ero per lavoro: Mattia mi manca», ribadisce Gianluca. Il papà descrive il figlio come una «persona splendida, che mi ha dato tanto: ero orgoglioso di lui». Tuttavia, gli fa ancora più piacere la rete di affetto che il figlio ha saputo costruirsi in tutta Italia.

«Non aveva avversari, ma amici», garantisce il papà e i messaggi giunti lo confermano. Cordoglio dalla Reggiana Nuoto, dai Vigili del Fuoco e dalla Uisp, con cui ha iniziato a nuotare 14 anni fa; ancora, dalla Federazione italiana nuoto che esprime “le più sentite condoglianze alla mamma Fabrizia, al papà Gianluca, ai familiari tutti ed amici e a tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo”.

«Gregorio Paltrinieri è venuto da noi a cena prima di andare ai Mondiali – ricorda Gianluca – e qualche giorno fa abbiamo ospitato Aglaia Pezzato, atleta della Nazionale, amica che Mattia aveva conosciuto in Corea alle Universiadi». Nella vita così come in vasca, sarebbe diventato sempre più un campione.