arte

E' morto Nani Tedeschi, il disegnatore di sogni

Disegnatore e pittore poliedrico, aveva 78 anni. Dal 1993 viveva nella sua amata Pratofontana

REGGIO EMILIA  Ha chiuso gli occhi per sempre ieri pomeriggio, in un letto del reparto di Medicina cardiovascolare del Santa Maria Nuova dove era ricoverato da qualche giorno.

Così se n’è andato a 78 anni Nani Tedeschi, uno degli artisti reggiani più estroversi e poliedrici, cultore delle tecniche più diverse e apprezzato a livello internazionale. Estroverso e poliedrico nell’arte come nella vita. Negli anni non aveva mai smesso di coltivare le vere amicizie e la sua profonda generosità, unita a una simpatia contagiosa, è stata in grado fino all’ultimo di essere circondato dall’affetto di tanti.

Tanto che ieri, al suo capezzale, accanto alla moglie Manuela e gli amici più cari, c’era anche un ex compagno di liceo arrivato da Napoli per potergli stare vicino. Oltre alla moglie, Nani Tedeschi lascia due figli, Lorenzo e Simone.

«Un piccolo angolo di presepe sul quale volano solo gli aironi... e se potesse mettere le ali anche don Daniele, la nostra grande ricchezza». Così ci disse nel dicembre del 2007 Nani Tedeschi, quando andammo a trovarlo a Pratofontana. E mentre percorrevi lo sterrato che portava alla sua casa-studio, immersa nella campagna ai confini del cielo, ti sfilavano davanti chine e dipinti che ritraevano quella pianura infinita così amata.

In realtà di quella casa colonica, trasformata in un accogliente e colorato nido, si era innamorata la moglie di Nanni, Manuela. Un colpo di fulmine che s’abbattè sull’artista poco dopo, quando scoprì che da una finestra, quella del suo studio, si poteva scorgere l’argine del Rodano. «E da allora – ci disse – vedo continuamente i miei amati ippogrifi aggirarsi intorno a quella che doveva evidentemente essere la mia casa».

A Pratofontana e alla sua comunità Nani Tedeschi era profondamente legato. Così come aveva uno strettissimo legame con il suo parroco, don Daniele Simonazzi. A testimoniarlo sono le opere di Tedeschi ospitate dalla chiesa di Pratofontana, ma non solo. Nel 2004 il sogno di don Simonazzi, cappellano dell’Opg, era quello di dedicare la cappella dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia al “Papa Buono”, il beato Giovanni XXIII. E il sogno si concretizzò anche grazie al dono che Nani Tedeschi fece alla struttura di via Settembrini: un polittico che ritrae Papa Giovanni con delle colombe in grembo e, ai lati, due angeli musicanti. Un modo per ricordare la vicinanza del “Papa Buono” ai detenuti.

Sacro e profano nell’arte di Nani Tedeschi si sono alternate sotto il segno del medesimo afflato. Scrivi Nani Tedeschi e leggi Don Chisciotte, un altro dei “cavalli di battaglia” dell’artista. La collocazione naturale di Don Chisciotte? La Spagna. Ed Albacete accolse a braccia aperte “L'inafferrabile confine tra sogno e realtà» che è il Don Chisciotte visto da Tedeschi e trasferito con tecniche miste su carta in una serie di raffigurazioni mitiche.
Dicevamo poliedrico. Sono numerosi i dipinti di Tedeschi accolti in questi anni dal Ccfs nella sede, guarda caso, di Pratofontana: proprio per ornare la sala consigliare del Consorzio, nel 2010, l’artista creato la sua più grande opera pittorica. Un polittico su tavola in legno articolato in otto pezzi della misura complessiva di 5 per 2,10 metri. Questo e tanto altro ci resta di Nani Tedeschi. Ma oggi è il giorno del lutto.