L’autopsia: Mattia stroncato da infarto

Cuore e tessuti portati in un centro analisi altamente specializzato. Domani il funerale: indosserà la maglia della squadra

REGGIO EMILIA. Non è stato un aneurisma. È stata una crisi cardiaca - probabilmente un infarto - a stroncare Mattia Dall’Aglio, il talento reggiano del nuoto morto a soli 24 anni nella sala attrezzata a palestra della piscina dei vigili del fuoco a Modena. È il primo importante esito dell’autopsia condotta ieri alla Medicina Legale di Modena dalla dottoressa Eleonora Tura designata dal pm Katia Marino.

Al termine dei primi accertamenti autoptici, dal corpo sono stati prelevati il cuore, tessuti e liquidi per essere sottoposti a esami di laboratorio al centro specializzato di Padova, uno dei più importanti in Italia: saranno infatti gli esami tossicologici e quelli dei tessuti cardiaci a dire l’ultima parola sull’origine e la dinamica di questa tragedia.
 
L’autopsia si è svolta ieri in tarda mattinata nell’arco di circa tre ore, in presenza dei consulenti medico-legali delle parti: per la famiglia (assistita dagli avvocati Nicola Tria e Umberto Cicero) il dottore Lorenzo Marinelli di Ferrara; per i due indagati - il presidente della società di nuoto Mirco Merighi e l’allenatore Luciano Landi (assistiti dall’avvocato Giulio Garuti) il dottor Sabino Pelosi.
 
L’indicazione emersa dice che sarebbe appunto stata una crisi cardiaca a stroncare Mattia mentre stava facendo o aveva appena fatto esercizi di aerobica e stretching tra le 14.30 e le 17.30 di domenica quando si trovava da solo nella sala palestra.
 
Si poteva evitare? La domanda, in sé ovvia, ricalca il secondo quesito del magistrato: se qualcuno fosse intervenuto in tempo, si sarebbe potuto salvare Mattia? Per rispondere, però, è necessario avere il quadro completo dell’accertamento autoptico. Le analisi specifiche che saranno condotte nel centro specializzato di Padova, soprattutto quelle tossicologiche, richiedono tempi lunghi. Per questo il perito medico legale della Procura consegnerà la relazione finale tra 120 giorni, quindi in dicembre. Subito dopo si potrà dare una risposta al quesito e soprattutto capire se l’ipotesi di accusa di omicidio colposo che oggi investe il presidente e l’allenatore della squadra di nuoto di Mattia è confermata o no.
 
La famiglia di Mattia attende in queste ore il nulla osta sula slama. Se la salma sarà liberata entro oggi, il funerale sarà celebrato a Reggio Emilia già sabato nella parrocchia di Sant’Anselmo in via Martiri di Cervarolo. Per commemorare il campione e amico, sarà esposta la sua maglia della squadra degli Amici del Nuoto presso i vigili del fuoco di Modena.
 
La squadra inoltre prenderà parte alle esequie indossando la maglia. L’inchiesta intanto procede con l’analisi della documentazione acquisita dalla Squadra mobile presso gli uffici della piscina. Si tratta di carte che riguardano la gestione e le modalità di accesso alla sala adibita a palestra (che, come ha sottolineato il procuratore capo Lucia Musti, non è una palestra vera e propria).
 
Mattia poteva entrare con altri 4 atleti del gruppo sportivo ma non per allenarsi: aveva terminato il training il 4 agosto (e non gareggiava da aprile) e altre persone. Per avere la chiave dalla barista bisogna rientrare in una lista speciale.