le indagini

Rapina all'Allianz di Campagnola, arrestati due calabresi

Le indagini sul colpo avvenuto lo scorso febbraio ha portato ai domiciliari Salvatore Iacono di Fabbrico e Antonio Neri di Reggiolo

CAMPAGNOLA EMILIA  Uno si è spacciato cliente entrando all’interno dell'agenzia Allianz di Campagnola Emilia con il pretesto di chiedere informazioni per una polizza auto. Il complice è entrato poco dopo con il volto travisato e sotto la minaccia di una pistola puntata all’impiegata le intimava di consegnare i soldi.

Un grave episodio avvenuto dell'agenzia di assicurazioni per il quale i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Guastalla, grazie anche alle indagini scientifiche, hanno identificato ed assicurato alla giustizia i due malviventi.

Ora il giudie dell'indagine preliminare, ha emesso  due provvedimenti restrittivi di natura cautelare nei confronti del 20enne Salvatore Iacono, piginario di Cinquefrondi (Reggio Calabria) e residente a Fabbrico, e del 33enne Antonino Neri, originario di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), residente a Reggiolo.

I due uomini sono ora agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in rapina aggravata.

L’episodio delittuoso risale al 14 febbraio scorso. Erano le 16,30 quando l’impiegata, che si trovava all’interno dell’Agenzia intenta a parlare con quello che credeva essere un cliente, improvvisamente si trovava davanti un uomo travisato e con in mano una pistola che le intimava di consegnare i soldi puntando l’arma sul collo del complice che l’impiegata credeva cliente.

La donna rispondeva che non aveva soldi avendo appena aperta gli uffici per cui il rapinatore dopo aver aperto i cassetti e una cassetta di sicurezza si impossessava di 35 euro. Evidentemente insoddisfatto del bottino ha cercato di prendere la borsa all’impiegata che veniva spintonata a seguito del tentativo della stessa di impedire il furto della borsa. Quindi usciva dileguandosi seguito dal complice. Le impronte digitali prelevate dalla cassetta di sicurezza aperta dal rapinatore travisato hanno permesso di accertare che le stesse corrispondevano all’anulare del 33enne di Melito Porto Salvo.

Successivi riscontri consentivano di accertare come il cliente presente all’atto della rapina altri non fosse che il complice.