I rapinatori patteggiano 2 anni e mezzo

di Tiziano Soresina

La pena per il raid ad un’agenzia modenese, ma i due banditi sono ai domiciliari per gli assalti a Campagnola e Mantova

REGGIO EMILIA. Hanno l’inquietante fama di essere dei rapinatori calabresi specializzati nelle assicurazioni e secondo quanto sta emergendo dalle indagini, avrebbero colpito a cavallo di ben tre province.

Stiamo parlando del 20enne Salvatore Iacono originario di Cinquefrondi (Reggio Calabria) e residente a Fabbrico, nonché del 33enne Antonino Neri di Melito Porto Salvo (Reggio Calabraia) ma abitante a Reggiolo. Entrambi sono accusati della rapina all’assicurazione Unipol Sai di Novi di Modena (avvenuta il 3 marzo scorso), dell’assalto agli uffici della compagna assicurativa Allianz di Campagnola (del 14 febbraio scorso) e di un terzo raid a Mantova. Investigazioni che hanno già portato a diversi passaggi giudiziari.

In tribunale a Modena i due sono già finiti sotto processo insieme al 19enne Cosimo Iacono (fratello di Salvatore): per tutti un patteggiamento a 2 anni e mezzo di reclusione con pena sospesa per i due fratelli (beneficio ottenuto per l’età sotto i 21 anni), ma non per Neri. Secondo la ricostruzione dei carabinieri quel pomeriggio Cosimo aveva fatto un sopralluogo per poi fungere da palo, mentre gli altri due erano entrati nell’assicurazione modenese con il volto coperto ed armati di pistola, facendosi consegnare gli 800 euro dell’incasso.

Le indagini hanno poi portato gli investigatori anche a Mantova e nel Reggiano ma al momento solo per Salvatore Iacono ed Antonino Neri.

Stesso copione giudiziario, visto che si sono visti applicare sia dal gip mantovano che da quello reggiano la misura cautelare degli arresti domiciliari, per poi tenere la bocca cucita negli interrogatori di garanzia tenutisi nei tribunali di riferimento delle indagini. Ieri mattina è accaduto nel palazzo di giustizia di Reggio, dove Iacono (assistito dall’avvocato Fabrizio Pancaldi) e Neri (difeso dall’avvocato Fabiana Sogari, sostituita dalla collega Stefania Cocconi) si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip Giovanni Ghini. Le indagini reggiane sono coordinate dal pm Stefania Pigozzi. Gli accertamenti dell’Arma dicono che all’Allianz di Campagnola, alle 16.30, un giovane sconosciuto entrò a volto scoperto con il pretesto di chiedere informazioni per una polizza auto. Mentre l’impiegata era intenta a parlare con il finto cliente, entrò anche un bandito a volto coperto che, impugnando una pistola, intimò all’impiegata di consegnare i soldi, puntando l’arma sul collo del giovane che la donna credeva un cliente. La donna non provò a reagire perché il bandito, un italiano senza particolare accento, fece subito capire le sue intenzioni. «Ha puntato la pistola sulla schiena del cliente che, terrorizzato, si è accucciato sulla sedia: minacciava di sparargli e mi guardava gridando “dammi i soldi, dammi i soldi”». La donna rispose che non aveva denaro perché aveva appena aperto l’ufficio, perciò il rapinatore dovette accontentarsi di pochi spiccioli: 35 euro. Le indagini dattiloscopiche svolte sulle impronte digitali rilevate sulla cassetta di sicurezza, maneggiata dal rapinatore armato senza guanti, hanno permesso di accertare che corrispondevano all’anulare di Neri. Ulteriori riscontri hanno consentito di stabilire che il cliente altri non era che il complice.