San Polo, cinghiate alla figlia 17enne perché la cena non è pronta

Denunciato un 40enne che ha aggredito per fini "educativi"

SAN POLO. Tornato a casa, ha preso a cinghiate la figlia non ancora maggiorenne “colpevole” di non aver preparato la cena. L’episodio di violenza in famiglia ha portato alla denuncia a piede libero a carico del padre, un 40enne operaio residente in val d’Enza, chiamato a rispondere del reato di abuso dei mezzi di correzione e disciplina.

È avvenuto poco dopo le 23 di domenica, quando una pattuglia dei carabinieri di San Polo d’Enza, allertati dal personale medico del 118, sono intervenuti in un’abitazione dove era stata segnalata l’aggressione ad una ragazza di 17 anni. Sul posto i militari hanno trovato i sanitari che stavano medicando la ragazza, poi portata in ospedale per un trauma cranico minore e contusioni multiple guaribili in cinque giorni.

Intanto i militari, ascoltando i presenti e interrogando i vicini di casa, hanno ricostruito l’episodio di violenza. Poco prima il padre, rientrato a casa con il figlio, si era imbufalito perché la 17enne non aveva preparato da mangiare. Dalle urla è passato ben presto alle mani, prendendo a calci la ragazza e poi sfilandosi la cintura dei pantaloni e colpendola a cinghiate. Lo stesso genitore ha ammesso la sua responsabilità: ha dichiarato ai carabinieri di aver agito così per fini «educativi». Non risulta che in passato l’uomo abbia commesso altre violenze domestiche. (am.p.)