cristina beretti

Pedofilo della bassa, la presidente del tribunale: «Procedimento non è ancora concluso»

REGGIO EMILIA. «Ogni provvedimento giudiziario è criticabile e ogni decisione può essere discussa con modi civili e non esasperati che mai devono trascendere nell’insulto e nella minaccia nei...

REGGIO EMILIA. «Ogni provvedimento giudiziario è criticabile e ogni decisione può essere discussa con modi civili e non esasperati che mai devono trascendere nell’insulto e nella minaccia nei confronti di chi quella decisione ha preso». Il presidente vicario del tribunale di Reggio, Cristina Beretti, interviene sulle polemiche scatenate dalla scarcerazione del pedofilo pakistano. Il giudice ha diramato una nota nella tarda serata di ieri nella quale ha espresso alcune considerazioni su questa delicata vicenda.

Oltre alla difesa del collega dagli attacchi ingiuriosi e minacciosi, il presidente vicario manda anche un messaggio chiaro alla cittadinanza reggiana. Dopo aver premesso che «in veste di presidente vicario del Tribunale di Reggio Emilia non posso in alcun modo scendere nel merito della vicenda né sindacare la decisione che il giudice, nella sua piena e riconosciuta autonomia, ha ritenuto di adottare», aggiunge: «Posso solo ricordare che il procedimento non è concluso, che ci si trova nella fase cautelare e che l’indagato, in forza della misura cautelare e provvisoria adottata nei suoi confronti, è e sarà sottoposto ai controlli delle forze dell’ordine. Quello che posso assicurare è che il processo, non appena sarà depositata la richiesta di rinvio a giudizio o di giudizio immediato, sarà celebrato in tempi rapidi e potrà avere la sua conclusione con la pronuncia di una sentenza e l’adozione dei provvedimenti successivi previsti dall’ordinamento».

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Nella sua nota il magistrato ricorda che «le decisioni del giudice per le indagini preliminari nel nostro sistema possono essere sottoposte al vaglio di un giudice superiore e questo è garanzia per tutti ed è espressione di civiltà giuridica». Il pm Maria Rita Pantani ha infatti presentato ricorso al Riesame. L’intervento del presidente è giustificato dal fatto che la vicenda sta creando dibattito e allarme nei cittadini. «Nel caso specifico, la particolarità della vicenda, che coinvolge un minore, ha suscitato un comprensibile dibattito, specie sui social, con affermazioni che in alcuni casi hanno travalicato la normale e sacrosanta dialettica».