Dal Pd alla Lega è un coro contro la decisione del gip

Costa (Pd): «Non è un problema di norme». Vecchi: «Scarcerazione inaccettabile» L’ira di Salvini e Melato del Carroccio. Spadoni (M5s): «Interrogazione ai ministeri»

REGGIO EMILIA. «La violenza è schifosa. La violenza sui bambini è spregevole. La violenza su un minorenne particolarmente fragile è abominio. Ed è incredibile, assurdo, inspiegabile, che chi la commette possa girare a piede libero». A scriverlo su Facebook è stato ieri sera Andrea Costa, segretario provinciale del Pd di Reggio Emilia, commentando l’ordinanza di scarcerazione emessa dal gip Giovanni Ghini per il 21enne profugo pakistano che a luglio ha abusato di un suo connazionale di 13 anni. Una dichiarazione che ha dato fuoco alle polveri anche sul fronte politico, dove si era già fatto sentire in maniera furente il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. «Non mi si venga a dire che è un problema di norme – continua Costa, peraltro sindaco di Luzzara, uno dei comuni della bassa reggiana –. Quelle ci sono e c’è sempre il margine per interpretarle nella loro applicazione. Non si tratta di rispettare o meno le sentenze. Si tratta di sentenze che devono rispettare le persone». Per questo, conclude il segretario, «fa bene la procura a impugnare la sentenza che ha rimesso in libertà il pedofilo arrestato nei giorni scorsi».

Gli fa eco Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia: «Di norma non commento le sentenza, per sensibilità istituzionale e per massimo rispetto del lavoro della magistratura. Ma non posso non sentirmi vicino a una reazione indignata dell’opinione pubblica per una decisione di scarcerazione che appare incomprensibile è inaccettabile».

Per molti, quindi, il segno è stato ampiamente passato, viste le reazioni uscite in una città dove difficilmente avvengono reprimende pubbliche.

«L’immediata scarcerazione è di una gravità inaudita» dice anche la deputata reggiana del Movimento 5 Stelle, Maria Edera Spadoni che presenterà «una interrogazione ai ministri competenti». «Abbiamo avviato ogni passo istituzionale per far sì che questi episodi, che minano in primo luogo la credibilità della Giustizia e dello Stato non si ripetano. Come membro della commissione affari esteri - aggiunge Spadoni - chiederò di bloccare immediatamente l’iter di richiesta di asilo e di avviare quanto prima la procedura di espulsione del richiedente al momento a piede libero».

Sulla decisione del tribunale reggiano si scaglia anche l’ira anche del segretario della Lega Nord Matteo Salvini e del reggiano Matteo Melato. «Pazzesco. Questa non è giustizia, questo non è il paese che voglio lasciare ai miei figli: andiamo a governare». Sulla stessa linea anche il Carroccio reggiano che esprime «sdegno e preoccupazione».

Anche la deputata del Pd Vanna Iori – in Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza – avverte: «Rispetto la sentenza ma esprimo tutte le mie perplessità». «Non riesco a trovare una ragione per comprendere tal provvedimento. Che ritengo inaccettabile» aggiunge Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia. (e.l.t.)