Reggio Emilia, casa devastata dai ladri

Malviventi in azione a Pratofontana durante Sassuolo-Genoa. La famiglia era allo stadio: «Hanno rubato tutto, rovistando persino nei battiscopa»

REGGIO EMILIA. Vanno a vedere la partita allo stadio e, al loro rientro, trovano la casa devastata. È la disavventura incorsa domenica sera a una famiglia composta da quattro persone, residenti in via don Leuratti, a Pratofontana. «La casa è stata letteralmente sventrata», denuncia Maura Manfredi, sorella della derubata. Il marito di Maura, tifoso del Genoa, era andato col cognato al Città del Tricolore per assistere alla partita tra la sua squadra del cuore e il Sassuolo. Gli altri familiari, invece, aspettavano il loro ritorno in un casa dell’Appennino.



«I ladri hanno tagliato la recinzione che divide la strada dal binario – racconta Maura – e poi si sono avvicinati a piedi. Sembra un colpo studiato da tempo. Hanno guardato anche dietro i quadri, hanno trovato l’oro che era nascosto in cucina, hanno preso anche le chiavi di casa. Mia sorella e il marito hanno già cambiato la serratura, ma quell’elemento fa pensare che i ladri volessero tornare di nuovo».

La conta dei danni non finisce qui. «Hanno scardinato le porte d’ingresso – aggiunge la sorella della donna derubata – e hanno aperto tutto quello che c’era d’aprire: cassetti, armadi, grate, battiscopa. Una scena che penso si possa vedere nei film, ma è inimmaginabile nella realtà della propria vita quotidiana. Hanno rubato gli oggetti d’oro che mia sorella aveva, alcuni di valore certo, ma soprattutto ricordi e regali di momenti quali le comunioni e il matrimonio che avevano un inestimabile valore affettivo. Hanno rubato orologi, borsa di pelle, violando oggetti più intimi, tra cui le bomboniere realizzate per il suo matrimonio. Come si può pensare di fare ciò? Si può pensare di aprire tutti i cassetti e gli armadi, rovistare dietro i quadri, prendere anche semplice bigiotteria, rubare orologi?».

L’indomani, ovvero ieri, i coniugi di via don Leuratti si sono recati dai carabinieri per formalizzare la denuncia, dopo aver contattato già nella notte di domenica i militari dell’Arma. «All’inizio avevano pochi elementi per la denuncia – segnala Maura – e volevano verificare bene cosa hanno rubato loro, verificando anche cosa è scomparso ai figli, i quali al momento del furto si trovavano in vacanza».

Si cercano particolari utili nelle telecamere. «Loro non le hanno in casa – conclude Maura – ma ci sono quelle della Coopservice, sperando non sia troppo distante. Chiediamo se qualcuno avesse visto o sentito qualcosa di segnalarlo alle forze dell’ordine».(g.f.)

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