Pedofilo scarcerato, il padre e il fratello della vittima alla sit-in

Più di trecento persone all’iniziativa della Caramella Buona. Tra la gente anche i familiari del ragazzino abusato

Reggio Emilia: pedofilo scarcerato, protesta davanti al tribunale

REGGIO EMILIA. «Siamo qui perché la sentenza è ingiusta. Vogliamo la giustizia con la G maiuscola. Siamo qui perché un magistrato, nella sua discrezionalità, non tiene conto del dolore fisico e psicologico, che resterà tutta la vita, di un bambino. Siamo qui perché un pedofilo reo confesso non può restare libero in mezzo ai bambini». Mentre Roberto Mirabile, presidente della Caramella Buona, pronuncia questa discorso, di fronte ad oltre trecento persone, gli applausi sono scroscianti.

In mezzo alla folla c’è anche il fratello del bambino abusato. Un po’ più lontano c’è anche il padre, che mestamente ascolta. La manifestazione, indetta dall’associazione antipedofilia per protestare contro la decisione del giudice Giovanni Ghini, ha riunito cittadini di Reggio ma anche provenienti da altre regioni. Presenti rappresentanti della comunità islamica, donne con il velo, pakistani della Bassa Reggiana, famiglie con bambini ed esponenti politici del Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia, Pdl, ex leghisti...

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Nel suo intervento Mirabile replica a chi ha accusato l’associazione di strumentalizzare la vicenda per fini politici. «L’attenzione della serata è la tutela del bambino abusato e di tutte le vittime di pedofilia. Nessuno si permetta di mettere la politica nella più nobile delle cause, la tutela dei nostri bimbi. Vergognatevi piuttosto di non essere qui stasera con queste persone».

In mezz’ora d’intervento il presidente della onlus ha ribadito che i pedofili devono stare in galera, «bisogna buttare la chiave, perché non c’è cura che funzioni», che la discrezionalità dei giudici su questa materia è un fatto negativo e ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine che «si vedono vanificare i frutti del loro sforzo quotidiano». Mirabile ha inoltre respinto con forza l’idea che la manifestazione sia stata indetta anche perché l’indagato è uno straniero. «Saremmo qua anche se fosse un italiano, un bianco, un nero, un giallo, un extraterrestre».