Quattro Castella, l’addio a Daniele Cattini morto in un incidente

di Gabriele Farina

Alle 14.30, a Montecavolo, il funerale del 56enne che stava rientrando dalle ferie. Il cordoglio del club di cui era allenatore di volley e dell’Avis, di cui era donatore

QUATTRO CASTELLA. Dopo l’attesa, la burocrazia, le carte è il giorno del silenzio, della preghiera, dell’estremo saluto. La comunità di Quattro Castella si riunirà oggi alle 14.30 nella chiesa di Montecavolo per abbracciare per l’ultima volta Daniele Cattini, il 56enne morto in un incidente stradale in Sardegna. Era in viaggio con la moglie Luciana Delrio in scooter verso il porto di Olbia, da cui sarebbero tornati in traghetto dopo una settimana di vacanza nella zona di Budoni, in provincia di Sassari.

Poi, l’impatto con un’Alfa 159 sulla superstrada 131 nel Nuorese. La donna è sbalzata su una siepe che attutisce l’impatto, l’uomo cade sull’asfalto e spira dopo pochi minuti. Sono passati diversi giorni, invece, per il documento atteso dalla Sardegna che ha sbloccato l’esecuzione dei funerali dopo l’arrivo del feretro al cimitero di Coviolo.

Al dolore dei famigliari (lascia anche il figlio 23enne Denis) si aggiunge quello degli amici e dei volontari. Catto, come lo conoscevano le persone che gli hanno voluto e gli vogliono bene, era un donatore di sangue dell’Avis. Il presidente della sezione di Quattro Castella, Roberto Ferri, ha mandato un messaggio a carattere personale e a nome dell’associazione, «stringendosi al dolore della famiglia per la grave perdita». I volontari dell’Avis porteranno in chiesa il vessillo dell’associazione per testimoniare la loro presenza e la loro vicinanza.

Un’altra grande passione del 56enne era la pallavolo. Era stato prima giocatore per poi diventare allenatore della squadra maschile under 20 della Polisportiva Terre Matildiche, guidata sin dai tempi in cui era ancora chiamata Le Colline Volley Club. Alla passione con la pallavolo conciliava l’impegno lavorativo: era rappresentate di commercio ed era uno dei volti di riferimento per il marchio di amarene Fabbri di Bologna, con cui riforniva le pasticcerie e le gelaterie della provincia.

Alcune fotografie lo ritraggono in compagnia di chef durante esibizioni culinarie. Era molto attivo sui social, in cui circolavano quelli che gli amici chiamavano con affetto «Cattopensieri». I messaggi sono rimbalzati in rete per testimoniare con affetto un messaggio condiviso: ciao Catto.