Banda di ladri in azione a Pieve, arrestato il “palo”

Reggio Emilia: cercano di rubare nel ristorante “Giustospirito”. Fuggiti i tre complici

REGGIO EMILIA. Banda di ladri in trasferta, con nel mirino – nella notte fra domenica e ieri – il ristorante “Giustospirito” di via Fratelli Cervi.

Come ricostruisce la polizia, hanno agito a Pieve in quattro, ma il colpo è saltato e alla fine è stato arrestato solo il “palo” che era rimasto in auto (una Lancia Delta) a presidiare la zona, rimanendo in contatto con i complici attraverso una ricetrasmittente. Con il “palo” – cioè il kosovaro 36enne Ilir Murati, domiciliato a Milano – che copriva loro le spalle, gli altri tre ladri hanno forzato la serranda e la serratura della porta d’ingresso del ristorante.

E l’obiettivo della banda era quello di impossessarsi dei soldi custoditi nel registratore di cassa e nella cassaforte. Ma il locale è ben protetto, infatti scatta subito il sistema d’allarme, da qui è stata solo una questione di minuti. I malviventi che devono mollare la presa e fuggire, la polizia che sprinta per giungere velocemente sul posto e sventare il furto.

Attimi concitati che hanno portato all’arresto del ladro rimasto all’esterno. Non è difficile pensare che si tratti di una banda dell’Est europeo specializzata in furti, vista la nazionalità dell’arrestato e l’attrezzatura recuperata (la ricetrasmittente, gli arnesi da scasso). Un gruppo che si sospetta possa già aver colpito in Emilia, potendo contare su basisti che forniscono loro informazioni precise sugli obiettivi da “ripulire” di notte.

Dopo poche ore – cioè ieri mattina – Murati è comparso in tribunale davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Si tratta di un clandestino, con non pochi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Nel caso specifico è accusato di tentato furto aggravato.

In aula ha ammesso le proprie responsabilità. La procura ha chiesto per l’indagato la misura cautelare in carcere, mentre l’avvocato difensore Antonio D’Amelio (del foro di Milano) ha chiesto gli arresti domiciliari nell’abitazione milanese del suo assistito. Il giudice ha considerato il kosovaro pericoloso socialmente, mantenendolo in cella. La difesa ha infine chiesto il rinvio del processo a fine mese per poter risarcire il danno al ristoratore e così puntare su una pena più mite.(t.s.)

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