A Reggio Emilia Italia-Israele, obiettivo sold-out

di Massimo Sesena

Già venduti più di 14mila biglietti per la sfida di questa sera al Mapei Stadium. Il ct azzurro sulle annunciate proteste anti-Israele: «Queste cose con il calcio non c’entrano nulla»

REGGIO EMILIA. «Non sapevo di queste proteste, e da uomo di sport mi auguro che restino fuori dall’evento di domani (oggi, ndr) perché non hanno nulla a che vedere con il calcio». Così risponde Giampiero Ventura a chi gli chiede un parere sulle proteste che si annunciano da parte della sinistra antagonista e dei movimenti filopalestinesi contro Israele. È l’annunciata protesta dei “cartellini rossi” destinati in blocco alla nazionale di Elisha Levi.

A Reggio Emilia Italia-Israele, la conferenza stampa di Ventura



Del resto, questa partita - per la Federcalcio e per il circo della nazionale - ha ben altri riferimenti biblici, che poco c’entrano con l’ebraismo e molto invece con il libro che chiude la Bibbia. Perché di “apocalisse” ha parlato poche ore prima il presidente Carlo Tavecchio rispondendo a chi gli chiedeva cosa potrebbe significare, in linea puramente teorica un’Italia fuori dai mondiali. Così, tra apocalisse calcistica e annunciate proteste contro Israele, tra la necessità di riscatto di una squadra blasonata e il bisogno di sicurezza di una città che per la prima volta in questi anni fa i conti - anche se soltanto in linea teorica - con la possibilità che venga messa in discussione la tranquilla narrazione di una partita di calcio, si snoda la vigilia di questo match.



Un match che al carico di geopolitica ha alla fine aggiunto quello meramente sportivo grazie alle tre scoppole prese da Buffon e compagni a casa delle Furie Rosse troppo furie per l’occasione. Ecco che allora diventa di grande importanza la vittoria con Israele, risultato certamente più facile da ottenere in uno stadio pieno. Ecco allora che, aprendo la conferenza stampa pre-partita il capo delegazione fornisce l’ultimo dato sulla vendita dei biglietti: «Finora - dice - sono stati staccati oltre 14mila biglietti. Contiamo, con la giornata di domani (oggi, ndr) di avvicinarci al sold-out». Tutti gli obiettivi sono leciti, ma l’impressione è che il sold-out alla fine rimarrà sulla carta. Perché a pesare su questa partita è quel quid di tensione/paura/apprensione che resta attaccato nonostante i piani delle forze dell’ordine puntino a proteggere l’evento e chi intende partecipar vi anche da questo sentimento primario.

Così, mentre attorno al Città del Tricolore già ieri sera erano stati sistemate le prime barriere di cemento, atte a scongiurare l’ultimo trend degli attentati, mentre la città veniva sorvegliata con discrezione dal leggendario (e come tale invisibile ) Mossad, non resta che coccolarsi per qualche ora ancora le Coppe del Mondo vinte dall’Italia ed esposte in copia al Museo del Tricolore: oltre 3mila i visitatori soltanto in questi tre giorni. Anche se i maligni dicono che quasi nessuno abbia deciso di salire al piano di sopra dove il Museo del Tricolore continua ma senza le coppe. Oggi intanto l’aperitivo sarà al Mirabello, con la nazionale Under 19 - che ha cacciato Kean (Juve) e Scamacca (Sassuolo) per motivi disciplinari - che alle 15,30 incontrerà la Russia.

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