Reggio Emilia: abusivi in casa, odissea della proprietaria

di Luciano Salsi

Un intero condominio sotto scacco in via Emilia Ospizio per un appartamento occupato da un gruppo di extracomunitari

REGGIO EMILIA . L’occupazione irregolare di un appartamento al numero 68 di via Emilia Ospizio sta diventando un incubo per la proprietaria e per i vicini, che assistono impotenti ad un continuo viavai di sconosciuti. Il giudice ha già decretato lo sfratto ma, come quasi sempre accade, gli occupanti si sono guardati bene dallo sgomberare volontariamente, ben sapendo che passeranno mesi e mesi, probabilmente un anno intero, prima che la forza pubblica li costringa ad andarsene. E cresce, tra la gente, l’insofferenza per il diffondersi di queste condizioni di illegalità e insicurezza.

«Finora – riferisce l’amministratore condominiale Mirko Ferretti – in tutto il condominio, che comprende 105 alloggi su tre scale, avevamo avuto soltanto un caso problematico. I residenti sono in gran parte proprietari. Ora al numero 68 cresce di giorno in giorno la preoccupazione per la presenza di ignoti che non hanno cura dell’alloggio e delle parti comuni. Temo che sia il segnale di un peggioramento della situazione e di un allargamento del disagio dalla zona della stazione alle aree circostanti».

L’appartamento in questione era stato affittato nel luglio 2015 con un contratto regolare a un cittadino pakistano, che ha corrisposto l’affitto fino allo scorso mese di marzo, ma poi ha smesso di pagare e si è reso irreperibile. Nel frattempo l’appartamento è stato occupato senza alcun titolo da africani che vanno e vengono di giorno e di notte. Alla proprietaria si sono rifiutati perfino di fornire le generalità, limitandosi a dire che avevano versato all’affittuario pakistano una caparra di mille euro più 550 d’affitto per abitare lì, benchè il contratto di locazione escludesse la possibilità di subaffittare. Alla locataria non è rimasta altra scelta che rivolgersi a un legale, che lo scorso 29 giugno ha ottenuto dal giudice una sentenza di sfratto per morosità. Il 30 agosto era la data fissata per il rilascio spontaneo dell’appartamento e la riconsegna delle chiavi.

«A oggi – riferisce un vicino – l’appartamento è ancora occupato abusivamente e quotidianamente si presentano sul pianerottolo persone di colore con valigie e a volte con bombole di gas, che aspettano di entrare nell’alloggio per soggiornarvi suonando e citofonando in continuazione anche di notte».

Il “piano casa” del 2014 consente di staccare le utenze a chi occupa uno stabile senza titolo. Quindi la proprietaria ha disdetto il contratto Enel, ma da qualche giorno l’elettricità viene di nuovo fornita, probabilmente da un’altra compagnia. «Le forze dell’ordine – segnala il vicino con molta amarezza – interpellate più volte non hanno ritenuto di approfondire la vicenda e di fare i dovuti controlli, rifiutando anche di raccogliere la denuncia. Ormai gli immigrati siamo noi italiani, che lavoriamo e paghiamo le tasse per tutte queste persone che ci prendono solo in giro».

«La proprietaria – spiega l'avvocato Carmen Consolini, presidente Asppi, associazione dei piccoli proprietari immobiliari – dovrà chiedere l’esecuzione forzata dello sfratto. Le forze dell’ordine potranno intervenire quando l’ufficiale giudiziario le chiamerà. In genere lo fa dopo avere fallito due o tre volte nel convincere gli occupanti a sgomberare. Negli ultimi quindici anni le cause di sfratto per morosità sono cresciute in misura esponenziale». «La situazione – conferma Alessandro Ferrari, segretario Asppi – è peggiorata. Casi come questo, una volta rari, sono aumentati con l’arrivo di tanti stranieri. Ancora, però, non è un fenomeno allarmante come nelle grandi città».