Scuola a Reggio Emilia: la vera carenza? Gli insegnanti di sostegno

di Luciano Salsi

Nella nostra provincia sono in corso, al polo scolastico di via Makallè, le ultime nomine dei docenti

REGGIO EMILIA. I servizi educativi della nostra provincia hanno ripreso ieri l'attività per accogliere quattromila bambini nei nidi e quattordicimila nella scuole dell'infanzia. I 27mila alunni delle elementari, i 16mila delle medie e i 22mila delle superiori si godono gli ultimi dieci giorni di vacanza, mentre la macchina dell'Ufficio scolastico provinciale lavora a pieno regime per assicurare la regolare ripresa delle lezioni venerdì 15 settembre.

Il centro delle operazioni è l'istituto “Leopoldo Nobili” di via Makallè, dove i funzionari dell'Usp si sono trasferiti per procedere febbrilmente, con il controllo e l'assistenza dei sindacati, alle ultime nomine dei docenti sulle molte cattedre ancora scoperte. Tutto deve essere compiuto, infatti, nel rispetto di una complessa normativa che stabilisce l'ordine con cui gli aspiranti devono essere convocati sulla base della loro posizione giuridica e dei singoli punteggi.

Durante l'estate l'Ufficio scolastico regionale aveva provveduto ai trasferimenti e alle assegnazioni provvisorie del personale di ruolo. Poi sono stati nominati in pianta stabile i vincitori di concorso e gli iscritti alle graduatorie ad esaurimento. In questi giorni, infine, l'Usp assegna le supplenze annue sui posti rimasti vacanti. Rimarranno vuote, come al solito, le cattedre di certe materie tecniche e professionali le cui graduatorie si esauriscono rapidamente a causa della scarsa disponibilità di insegnanti, oltre a molti posti di sostegno ai disabili, per i quali occorre una specializzazione. Provvederanno in extremis a queste ultime nomine i dirigenti delle singole scuole, attingendo dalle graduatorie d'istituto.

«Sia a livello regionale sia a livello provinciale – riconosce Monica Leonardi, segretaria provinciale della Cisl-scuola – gli uffici scolastici hanno lavorato bene, malgrado la ristrettezza del tempo a disposizione. Si sta facendo di tutto per nominare docenti stabili. Tuttavia pensiamo che, com'è avvenuto l'anno scorso, molte cattedre saranno occupate da precari. Il problema dei supplenti non è risolto. In particolare scarseggiano gli insegnanti di sostegno specializzati e, quindi, molti di questi incarichi non sono conferiti dall'ufficio scolastico provinciale, ma spetteranno ai capi d'istituto».

«Quella dei docenti di sostegno – incalza Stefano Melandri, segretario della Flc-Cgil – è una carenza grave. Il ministero ne ha ridotto gli organici di diritto e, quindi, dovranno essere nominati supplenti in deroga, sulla base di specifiche richieste. Così, però, la continuità didattica non è rispettata. Sono violati in maniera plateale i diritti degli utenti più deboli. Riceviamo continuamente telefonate di insegnanti e genitori molto preoccupati. In generale, poi, molte nomine vengono fatte dopo le prime riunioni dei consigli d'istituto e dei consigli di classe, a detrimento della collegialità. In quanto al personale non docente, le ultime assegnazioni saranno fatte addirittura dopo il 30 settembre».

Non crea proccupazioni, invece, la normativa che da molti anni riserva il 30% dei posti ai militari dimessi senza demerito. Pare che nella nostra provincia non se ne sia mai visto uno concorrere a una cattedra nelle scuole statali e comunali.