Dirigente di calcio muore per una malattia a 37 anni

di Ambra Prati

Matteo Branchetti soffriva al cuore da tempo. Giovedì i funerali a Campegine. L’U.S. Montecchio Calcio sospende le attività: «Era un ragazzo eccezionale»

CAMPEGINE. È morto a 37 anni, stroncato da una patologia cardiaca che si portava dietro fin dalla nascita, Matteo Branchetti, campeginese molto conosciuto per il suo attivismo nelle società calcistiche.

Matteo soffriva di cuore da tempo, in passato era stato anche operato. Una settimana fa è stato ricoverato all’ospedale di Montecchio per un virus che ha aggravato le sue condizioni di salute già compromesse. Domenica scorsa ha avuto una grave crisi e i medici del Franchini hanno disposto il trasferimento al Santa Maria Nuova, dove è stato tenuto sotto stretta osservazione nel reparto di terapia intensiva. Lì è spirato martedì alle 13, andandosene in pochi giorni e lasciando un grande vuoto in coloro che gli volevano bene.

«Una scomparsa davvero fulminea, che ci addolora tutti», afferma Claudio Dosi, presidente dell’U.S. Montecchio Calcio. Residente a Campegine, dopo aver studiato all’Istituto Motti Matteo è stato assunto alla Dalter Alimentari Spa di Sant’Ilario.

La sua passione di sempre era il calcio: dopo esperienze con le società calcistiche di Campegine, con la Meletolese e la Castelnovese, due anni fa è diventato un collaboratore dell’U.S. Montecchio, dov’era dirigente, addetto stampa e accompagnatore del Juniores e della prima squadra.

«Un giovane eccezionale, bravissimo, con profonda umanità e calore, sempre a disposizione di tutti: se c’era da trasportare i ragazzi lui si offriva – spiega Dosi –. Tutti i giorni, dopo il lavoro, veniva al campo del Notari o del D’Arzo. Lo vedo arrivare con il suo computer, per preparare le formazioni e la distinta da presentare all’arbitro con largo anticipo, mentre a fine giornata prepara gli articoli con le fasi salienti della partita da inviare ai giornali, sia in casa sia in trasferta».

Ogni attività dell’U.S. Montecchio Calcio è stata sospesa, mentre la pagina Facebook della società è comparsa listata a lutto, con un lungo messaggio in onore di Matteo. «Non ti dimenticheremo mai». Giocatori e dirigenti della società saranno presenti al funerale in programma giovedì pomeriggio e poseranno sul feretro una maglia del Montecchio, con il nome di Matteo.

Le esequie si terranno in forma civile. Si partirà in auto alle 15 dalla sala del commiato Manghi & Mantovani in via Edison a Calerno; in piazza a Campegine si formerà il corteo a piedi diretto al cimitero locale. Matteo, celibe, lascia il papà Giuseppe, i fratelli Mirco e Marco, due nipotini che adorava e i nonni.

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