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Il ministero Fedeli: «Reggio Children? Esempio da esportare in Italia»

FestaReggio, il ministro Fedeli liquida il caso-Crepet: «A volte si dicono battute solo per andare sui giornali»

REGGIO EMILIA. È tornata sul tema degli smartphone in classe, il ministro all’Istruzione Valeria Fedeli, che è stata protagonista di un dibattito sulla scuola a FestaReggio. «Noi abbiamo detto di fare una commissione sull’utilizzo dei dispositivi digitali in classe. Paradossalmente, l’utilizzo del telefonino in aula è sanzionato e ora occorre ragionare su come utilizzare questi dispositivi. Dobbiamo insegnare ai ragazzi come si verifica un’informazione che si trova in rete. Ci sono fake news che modificano contenuti scientifici certificati. Senza dimenticare cyber-bullismo e pedofilia».

Visibilmente soddisfatta di come la macchina scolastica è arrivata alla prima campanella dell’anno, ha aggiunto: «Se ci fosse stato caos nella scuola, saremmo tutti i giorni sui giornali. Ovviamente qualcosa da affinare c’è, però ci siamo impegnati perché non ci fosse il turn over dei supplenti».

A parere della Fedeli, che ha annunciato che «lunedì sarà pronto il regolamento per il concorso per dirigenti, atteso da 6 anni», il governo Renzi e ora quello Gentiloni «hanno investito parecchio sul diritto allo studio ed occorre investire ancora di più per una scuola veramente inclusiva».

La ministra, reduce da una visita al centro Malaguzzi, cita l’esperienza di Reggio Children come eccellenza: «Non capisco perché, di fronte a un’eccellenza internazionale, si dica che occorre andare oltre. Se andare oltre vuole dire portare queste cose in altre realtà italiane, ci sto, impegniamoci tutti».

Senza citare esplicitamente Paolo Crepet e la polemica scaturita dopo il passaggio dello psichiatra a FestaReggio, ha aggiunto: «Non c’ero, ma a volte si dicono battute solo per andare sui giornali».

E ancora su Reggio Children: «È una esperienza straordinaria, un prototipo che va conosciuto. Anche quando avevo la responsabilità di presidente del sindacato europeo, in diversi Paesi, quando incontravo i governi, tutti mi dicevano avete delle eccellenze e una delle eccellenze di cui mi parlavano era questa. Io ero orgogliosa».

In merito all’obbligo scolastico a 18 anni e dei 4 anni di superiori, ha sottolineato come si tratti soltanto di una sperimentazione i cui esiti saranno noti nel 2023. Fedeli non nasconde che sulla “Buona scuola” vi sia stato un errore di metodo: «Per attuare scelte complesse, c’è bisogno del coinvolgimento delle persone interessate. Adesso sono in fase di rinnovo i patti di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia. Ci deve essere consapevolezza e rispetto dei ruoli diversi».