Reggio Emilia: inizia la scuola, autobus strapieno, insulti all’autista che si ferma

di Ambra Prati

E' successo a Cella sulla linea 2 che porta a Sant’Ilario. Rivolta delle mamme, interviene la polizia

SANT’ILARIO. Bus strapieno: scatta la rivolta delle mamme e l’autista decide di non proseguire la corsa.

E’ accaduto a Cella sulla linea 2, che collega Reggio con Rubiera e Reggio con Sant’Ilario. Una tratta sempre molto utilizzata e affollata, che in questi giorni di orari delle scuole non ancora definitivi è stata al centro, suo malgrado, di una protesta “di strada” dei genitori conclusasi con l’arrivo di una pattuglia della polizia di Stato a sedare gli animi e la corsa saltata.

Il bus delle 12.20 è partito dalla caserma Zucchi già sovraccarico e diretto a Sant’Ilario. Alla fermata seguente, via Emilia all’Angelo, è accaduto l’imprevedibile.

«Gli studenti continuavano a salire e le porte non si chiudevano più, perché c’erano i ragazzi in mezzo – racconta Elena Sberveglieri, pendolare di Bagnolo e mamma che utilizza quell’autobus per recarsi al lavoro in città –. Alcune mamme presenti, davanti alla scena di ressa, hanno iniziato a polemizzare pesantemente e ad inveire contro l’autista, una donna. A quel punto la conducente Seta, valutando che non fossero assicurate le condizioni di sicurezza e sentendosi presa di mira dalle mamme, ha annunciato che si fermava, perché se fosse successo qualcosa ad un minorenne, penalmente ne avrebbe avuto lei la responsabilità».

Così gli studenti, molti dei quali di prima media, sono rimasti appiedati, mentre le mamme rimaste a discutere hanno perfino chiamato la polizia. Una pattuglia, intervenuta sul posto, ha ascoltato le ragioni delle richiedenti e cercato di riportare la calma, sottolineando però che il loro intervento poteva limitarsi alla sola segnalazione agli enti preposti al trasporto pubblico, poiché non si trattava di un problema di ordine pubblico.

«L’autista ha cercato per più di mezz’ora di contattare la centrale per avvisare che era ferma: nessuno le rispondeva. Alla fine il bus è ripartito, con un ritardo di un’ora esatta – prosegue Sberveglieri –. Da sottolineare il disagio degli autisti, che devono lavorare in condizioni anomale e fronteggiare un malcontento del quale non sono responsabili. Allo stesso tempo comprendo anche i disagi degli utenti, che pagano per avere un servizio efficiente. Per regolamento un autista non può saltare la fermata né proseguire se è stata raggiunta la capienza massima. D’altra parte le scuole comunicano gli orari di uscita degli alunni: perciò un episodio spiacevole come questo non dovrebbe accadere. Invece la linea 2, che io prendo regolarmente, è sempre strapiena, a di là di questi giorni di assestamento scolastico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA