Taglio alle partecipate, si passa da 15 a 9

di Roberto Fontanili

La cura dimagrante presentata ieri dall’assessore Daniele Marchi: «Anche le poltrone scendono da 28 a 20»

REGGIO EMILIA . Cura dimagrante per le società partecipate del Comune che dalle 15 attuali passeranno a 9 entro il 30 settembre. «Una razionalizzazione che almeno a Reggio non modifica lo scenario, con una diminuzione delle poltrone e degli amministratori da 28 a 20 e che porta a un risparmio di poche migliaia di euro», ha spiegato ieri l’assessore al Bilancio, Daniele Marchi. «Una semplificazione – ha aggiunto – e una revisione straordinaria in ossequio alla Legge Madia che impone una razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche, ma che non riguarda le Fondazioni, le società quotate in borsa come Iren e le società come Fcr e Consorzio Act che autonomamente hanno fatto un proprio piano di revisione».

A Reggio ha poi chiosato «la razionalizzazione è un percorso già avviato da tempo», ricordando che solo una ventina di anni fa le partecipate dal Comune erano 28. Alla razionalizzazione si arriva a seguito di cessione, liquidazione e fusione che complessivamente riguardano sei società, passando dall’1 ottobre 2017 da 15 a 9 partecipate, a cui si aggiungono altre sette società partecipate indirettamente attraverso Fcr (2 società partecipate) e Consorzio Act (5 società partecipate direttamente e una indirettamente attraverso Til). Se consideriamo la galassia Comune nel suo insieme, il bilancio consolidato (comprese le partecipate) è di 970.782.658 euro e un totale di 2.500 dipendenti di cui 1.300 direttamente del Comune. La cessione di quote di società riguarda: Piacenza Infrastrutture, (che è proprietaria delle reti idriche del comune di Piacenza e nella quale il Comune di Reggio ha il 22,13%, che diventa il 40% con le quote di tutti i comuni reggiani). Questa partecipazione è anche l’unica di peso con un valore nominale della partecipazione del Comune di Reggio di 5 milioni. Il problema è che non c’è un mercato su cui vendere le reti per cui o sarà lo stesso Comune di Piacenza ad acquistarla o la Regione, altrimenti il valore delle quote reggiane calerà drasticamente. «Ma vogliamo trovare un accordo», ha sottolineato Marchi.

Inferiori le partecipazioni in Cepim (gestione degli interporti in cui il Comune ha l’1,31%) e Banca popolare Etica (la quota del Comune è di 20mila euro). La liquidazione di società riguarda invece Rei (Reggio Emilia Innovazione), a seguito delle perdite accumulate nei tre esercizi precedenti, e Reggio Emilia Fiere, in liquidazione dal 2015.

Unica fusione per incorporazione riguarda Mapre srl (che ha una media di fatturato dei tre anni sotto i 500mila euro) e che viene assorbita in Campus Reggio srl. Sono entrambe società partecipate dal Comune al 100% e i quattro dipendenti di Mapre passano in carico alla nuova società. Daniele Marchi, illustrando il piano di revisione (discusso ieri in Commissione consiliare), ha anche annunciato «che il provvedimento approderà in sala Tricolore lunedì 25 settembre». La legge Madia nata per ridurre dalle 8mila attuali a mille le società partecipate, impone una revisione straordinaria entro il 20 settembre e una revisione periodica entro il 31 dicembre di ogni anno delle proprie società partecipate e impone il taglio delle società senza dipendenti e di quelle che negli ultimi tre anni hanno una media di fatturato inferiore ai 500mila euro e che hanno chiuso in passivo.

A Reggio restano fuori dalla riorganizzazione le Fondazioni come I Teatri, Danza, Palazzo Magnani, Reggio Children. Così come sono escluse Iren (quotata in borsa), l’azienda speciale Fcr e il Consorzio Act. Queste ultime hanno deliberato nel proprio piano nel caso di Fcr la cessione della partecipazione in Til e il mantenimento della quota in Pharmacoop. Il Consorzio Act invece ha deciso di cedere la partecipazione in Dinazzano Po e nella partecipata Tillease, di razionalizzare la partecipazione in Tper e mantenere invece le partecipazioni in Til, Seta e Autobrennero.