reggio emilia 

Malore al liceo Moro, mamma salvata con il defibrillatore

di Luciano Salsi

Una mamma si accascia a terra durante un colloquio con la prof del figlio. Intervento tempestivo di una docente e una dirigente. «Minuti interminabili»

REGGIO EMILIA  L’intervento immediato del personale scolastico specificamente addestrato e munito di defibrillatore ha contribuito a salvare la vita, giovedì mattina, alla madre di uno studente del Moro. Erano circa le 7.30. Il cortile cominciava a riempirsi dei 1.700 studenti iscritti al Moro. La signora, che ha 41 anni ed altri quattro figli, aveva accompagnato a scuola con l’auto quello che frequenta il Moro.

Era arrivata in anticipo di mezz’ora rispetto all’inizio delle lezioni, perché voleva parlare con la professoressa di matematica Alessandra Calza. Si trovava proprio con lei nella biblioteca del liceo quando improvvisamente si è accasciata, perdendo i sensi. Un urlo di spavento ha subito richiamato l’attenzione degli altri insegnanti, dei bidelli e degli impiegati della segreteria.

Per fortuna fra i primi intervenuti c’erano anche due persone che avevano acquisito la formazione per il pronto soccorso. La situazione appariva decisamente grave. Così, mentre Maria Rosaria De Rosa, dirigente dei servizi amministrativi, chiamava il 118, la professoressa Claudia Cantarelli cominciava a praticare il massaggio cardiaco. Intanto Mirella Iovine, impiegata della segreteria, prelevava il defibrillatore posizionato nell’edificio scolastico e lo metteva in azione seguendo scrupolosamente le istruzioni ricevute.

"Così abbiamo salvato una mamma con il defibrillatore al Liceo Moro"

«La macchina – racconta la professoressa Cantarelli – ha funzionato alla perfezione suggerendo passo dopo passo le operazioni, con massaggi alternati alla defibrillazione. Sono trascorsi dieci minuti che ci sono parsi interminabili, prima che arrivasse con l’ambulanza il personale sanitario». «In attesa dell’ambulanza – spiega la dirigente del liceo, Mariacristina Grazioli – mi sono tenuta costantemente in contatto telefonico con il 118, che ci ha guidati nel compiere le operazioni. Quando è arrivato il medico, che ha continuato l'intervento con la squadra del pronto soccorso, abbiamo avuto la soddisfazione di sentirci dire che avevamo operato in maniera giusta. La notizia più bella l'abbiamo avuta in seguito, apprendendo che in serata la signora aveva ripreso conoscenza».

«Il Moro – dice il professor Mauro Ferrarini, responsabile sicurezza – è una delle scuole meglio attrezzate per fare fronte a simili emergenze. Può contare su nove persone formate a tale scopo». Tre anni fa, infatti, una collega aveva soccorso con il massaggio cardiaco una professoressa di educazione fisica svenuta in palestra. Così il consiglio d'istituto è corso ai ripari.

«L’amministrazione provinciale – aggiunge Grazioli – ci ha fornito, oltre al defibrillatore che abbiamo usato, anche due collocati nelle palestre. Sono orgogliosa del risultato ottenuto. È stata assicurata una prestazione eccellente».