Un caso di scabbia a scuola a Reggiolo: profilassi alle elementari

La malattia riscontrata in un bambino di prima alla De Amicis. Il sindaco Angeli: «L’alunno non ha mai iniziato le lezioni, misura precauzionale»

REGGIOLO. Un alunno di prima elementare della scuola De Amicis di Reggiolo è risultato affetto da scabbia. «Il bambino, iscritto alla 1ª C, è stato assente dai primi giorni di lezioni e non è mai venuto a scuola proprio perché malato. Perciò possiamo rassicurare i genitori: le probabilità che qualcuno abbia contratto la scabbia è bassissima – chiarisce il sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli –. Tuttavia, da prassi, il protocollo Ausl scatta ugualmente».

Per questo motivo le famiglie degli alunni della 1ª C si sono visti recapitare un avviso del Dipartimento di igiene e sanità pubblica dell’Ausl, che segnala un caso di scabbia.

«Tale malattia è provocata da un acaro che si trasmette solo per contatto stretto e più raramente attraverso la biancheria, gli asciugamani o le lenzuola usate dalla persona che ha la scabbia – riporta la nota –. La scabbia è un’infezione cutanea caratterizzata da prurito continuo, soprattutto durante la notte, e da lesioni fra le dita delle mani e dei piedi, ai polsi, gomiti, ascelle. A scuola la possibilità di contagio è molto bassa».

Ancor più bassa se l’alunno non ha mai messo piede in aula. Tuttavia l’Ausl ha voluto avvisare i genitori affinché vigilino sui propri figli. In caso di sintomi sospetti nei prossimi 30-40 giorni, raccomanda l’Ausl, i genitori sono invitati a «segnalarlo al proprio medico di famiglia o a chiamare il Servizio igiene e sanità pubblica (telefono 0522 630483) dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì e dalle 8.30 alle 12 il sabato».

I casi di scabbia non sono infrequenti nelle scuole reggiane. L’infestazione non riveste carattere di pericolosità per la salute, né a breve né a lungo termine, trattandosi di una comune infestazione da parassiti cutanei.

Quando viene accertato un caso, da protocollo i sanitari avviano gli interventi di controllo, sorveglianza e profilassi sulle collettività scolastiche esposte al contagio, al fine di prevenire ogni diffusione.

Come primo passo si provvede all’allontanamento temporaneo dei bambini affetti da acariasi, si informano le famiglie dei compagni di classe e gli assistenti sanitari si recano a scuola per visitare i bambini, il personale insegnante e quello ausiliario. Il monitoraggio continua anche nei giorni successivi.

Un protocollo, questo, che, nel caso di Reggiolo, complice le lezioni appena iniziate, non dovrebbe avere alcun seguito.

Ambra Prati

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