«Mio marito è morto per salvare i cani»

di Miriam Figliuolo

La moglie del benzinaio stroncato da un infarto: «L’altra famiglia è venuta a scusarsi». La salma è sotto Procura

CASTELLARANO . «Siamo distrutti, non riusciamo a farci una ragione di quanto sia successo. Ora vogliamo solo il nostro Moreno, per seppellirlo e avere una tomba su cui piangere». La voce dolce e l’intercalare tranquillo di Donatella Ravazzini sono rotti da un fremito mentre pronuncia queste parole. È trascorso appena un giorno da quando il marito, Moreno Coppelli, 60 anni, è morto, stroncato da un infarto mentre cercava di dividere il suo cane, che teneva ben saldo al guinzaglio, e un altro, sfuggito al controllo del proprietario.

Ora la salma di Coppelli è all’obitorio dell’ospedale di Scandiano. Ma è a disposizione della magistratura – è Valentina Salvi il sostituto procuratore che coordina le indagini – per appurare eventuali responsabilità, condotte dai carabinieri di Castellarano. I proprietari dell’altro cane, secondo quanto confermato dai carabinieri, per ora rischiano una sanzione amministrativa fino a un massimo di 258 euro per il reato di “omessa custodia e mal governo di animali” in base all’articolo 672 del codice penale. Eppure nelle parole della moglie del benzinaio, conosciutissimo in paese per la sua attività, non c’è l’ombra di risentimento. Né desiderio di fare chiarezza: «Come sia andata è stato chiaro fin da subito», dice ancora la moglie con disarmante semplicità; né, almeno per il momento, voglia di rivalsa: «Denunciare? Troppo presto per pensarci. Ora voglio solo poter rivedere mio marito, e mio figlio vuole riabbracciare suo padre».

Parla di Indo, il loro cane, uno splendido Dogo argentino, cui sono molto affezionati: «Ha graffi ovunque: alle orecchie, al muso e alle gambe. E dopo quanto è successo è molto, molto abbattuto». Moglie e figlio del proprietario dell’altro cane, qualche ora dopo l’accaduto, sono andati a casa dei Coppelli.

Cosa vi siete detti?

«Sono venuti per chiederci scusa. Noi e loro eravamo senza parole. Ormai è andata così... Hanno detto che faranno abbattere il loro cane. Non so se possono».

Non ci risulta nessun provvedimento in questo senso. Cosa è successo domenica?

«Mio marito è sceso con Indo, un poco più tardi del solito. Cerchiamo sempre di portarlo fuori molto presto, proprio per evitare di incontrare altri cani. Indo è un cane grosso. Moreno è morto proprio per evitare che i due cani potessero farsi davvero del male. Durante la zuffa ha tenuto stretto Indo al guinzaglio facendo uno sforzo troppo grande. Mi ha anche chiamato al cellulare: “Chiama giù Lele”. Mio figlio è sceso subito. E mentre mio marito cercava di tenere divisi i due animali, lui si è diretto alla casa dei proprietari dell’altro cane. È stato in quel momento che ha visto il padre accasciarsi a terra. Mai avrebbe immaginato. Lo ha soccorso assieme ad altre persone, poi sono arrivati l’ambulanze e l’elisoccorso. Ma non c’è stato nulla da fare...».

Non era la prima volta che quel cane sfuggiva al controllo, vero?

«No. Noi lo abbiamo visto almeno altre 5 o 6 volte».

Ora cosa pensate di fare?

«Non ne abbiamo ancora parlato... Vorremmo solo riavere presto il nostro Moreno».

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