Reggiana, Barilli: «Insultato, ma ho fatto il bene della Regia»

di Enrico Lorenzo Tidona

L’ex presidente, parte lesa, sentito ieri in aula: «Diffamato con frasi terribili contro di me e la mia famiglia»

REGGIO EMILIA. «Posso accertare critiche sportive o societarie, non insulti personali contro di me e a chi mi sta vicino. Anche perché in quei 4 anni ho cercato di fare del mio meglio per la Reggiana e i fatti lo riportano. I numeri, i bilanci, i risultati sportivi lo confermano nonostante il piccolo budget che avevamo a disposizione, dirottato in parte per sanare i conti della società».

Alessandro Barilli non ha mai lesinato sulle parole ma ieri, visti i risvolti personali, è stato di poche parole. Lui, ex presidente della Reggiana, aveva un ruolo che lo esponeva alle critiche, sale peraltro della polemica sportiva che, nel 2014, ha superato il segno per mano di cinque tifosi che lo hanno insultato su una delle pagine facebook aperte dalle tifoserie granata.

«Ho sempre accettato le critiche ma non posso accettare quelle basate su bugie e su offese personali, gratuite e rivolte per di più alla mia famiglia» è il pensiero espresso ieri mattina in tribunale nelle vesti di teste da Barilli, parte civile al processo in cui è parte offesa, scaturito da una sua denuncia contro i tifosi che lo avevano attaccato sul web. «Se qualcuno ti taglia le gomme del Q5 o anche peggio sappi che te la sei cercata... vattene» era uno dei messaggi scritti su facebook nel maggio 2014, quando la Regia aveva da poco concluso un campionato piuttosto inglorioso, piazzandosi al dodicesimo posto.

Oltre a Barilli, assistito dall’avvocato Mirco Bonini, è stato sentito come teste davanti al giudice Stefano Catellani anche il fratello Paolo Barilli, anch’egli membro del cda. «Con Alessandro mi confrontavo quotidianamente e mi ha riferito di aver letto quei messaggi da facebook – dice il teste – e si è sentito molto offeso per quelle frasi rivoltegli dai tifosi».

Oltre ai fratelli Barilli, è stato sentito anche l’agente della polizia postale che ha indagato sulle tracce lasciate sul web dei supporters ora a processo e difesi dagli avvocati Annalisa Bassi e Helmut Bartolini. Barilli si è detto affranto e preoccupato, oltremodo oltraggiato dalle frasi lette. L’ex presidente ha ribadito più volte di aver fatto solo il bene della Reggiana quando è stato incaricato di prendere in mano la società e salvarla. Due imputati, in precedenza, avevano mandato già una mail di scuse a Barilli, che non le aveva però accettate. Sono stati offerti anche 2mila euro come condotta riparatoria, sulla quale il giudice si è riservato in attesa di sentire i testi, licenziati ieri. Alla prossima udienza saranno sentiti invece gli imputati.