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Reggio Emilia, chiesti 10 anni di carcere per il pedofilo seriale

Oggi la prima udienza a Bologna dopo le decine di casi accertati. Il Comune di Reggio Emilia è stato ammesso come parte civile. L'imputato ha scelto il rito abbreviato

REGGIO EMILIA   Il sostituto procuratore di Bologna Roberto Ceroni ha chiesto una condanna a quindici anni e una multa di 60.000 euro, ridotti a dieci anni e a 40.000 euro per la scelta del rito abbreviato, per Elisandro Dos Anjos Costa, 40enne brasiliano imputato per atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico.

L'uomo era stato arrestato nell'estate dello scorso anno dai carabinieri, dopo che aveva tentato di uccidere con un coltello una donna di 52 anni intervenuta a Reggio Emilia per difendere il figlio dalle attenzioni del 40enne. Erano poi emersi grazie all'indagine 'Lost innocencè dei militari dell'Arma gli adescamenti compiuti dal brasiliano accusato di aver portato nella sua abitazione di Reggio Emilia diversi ragazzi negli ultimi anni.

Vecchi: «Reggio parte civile al processo»

In apertura di processo, l'imputato ha dichiarato di «provare vergogna» e di essere «molto pentito per quanto fatto», affermando di essere incorso nei reati commessi a causa del suo «sentirsi solo». Al termine del suo intervento, la difesa del 40enne ha chiesto di procedere con una perizia psichiatrica sulle capacità di intendere e di volere dell'imputato. Pm e parte civile si sono opposte e il Gup ha disposto il procedere senza la perizia.

L'udienza è stata sospesa e aggiornata al 7 dicembre, quando saranno chiamate in causa la parte civile Comune di Reggio Emilia e la difesa. Il Comune di Reggio Emilia è stato ammesso come parte civile nel processo iniziato oggi a Bologna. Non è stata invece ammessa La Caramella Buona Onlus, associazione reggiana a difesa dei minori contro le violenze.

«Oggi a Bologna è stato completamente cancellato il principio sancito dalla Suprema Corte di Cassazione, a sezioni unite con sentenza numero 38343/2014, che consente alle associazioni di costituirsi parte civile iure proprio laddove il reato posto in essere vada a ledere il proprio oggetto statutario - dice il presidente de La Caramella Buona, Roberto Mirabile -. Se dovesse passare questo principio, vedremmo precluso il diritto di accedere ai processi per tutte quelle realtà che tutelano quei cittadini che, in questo modo, si vedrebbero sostanzialmente abbandonati a loro stessi, costringendoli a vivere il difficile percorso processuale in perfetta solitudine».