Quattro arresti per la rapina all'ufficio postale di Calerno

di Mauro Grasselli

I carabinieri identificano i foggiani ritenuti autori del colpo messo a segno nel giugno scorso nella frazione di Sant'Ilario

SANT'ILARIO. Quattro foggiani sono stati arrestati dai carabinieri perché ritenuti gli autori della rapina messa a segno nel giugno scorso all'ufficio postale di Calerno. Con l’indagine Post Office (così denominata in base alla "predilezione" degli obiettivi presi di mira dalla banda pugliese) i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia hanno disarticolato una organizzazione criminale di rapinatori "pendolari".

I militari hanno ricostruito, nel dettaglio, gli spostamenti e l’esatto ruolo avuto dai quattro componenti la banda nella rapina, compiuta lo scorso 22 giugno all’ufficio postale di Calerno. All’alba di sabato 7 ottobre, infatti, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Reggio Emilia e della stazione di Sant’Illario d’Enza, assieme ai colleghi del Comando provinciale di Foggia, hanno dato esecuzione, in provincia di Foggia, a quattro provvedimenti cautelari, di natura restrittiva, emessi dal gip del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura della Repubblica (pm Maria Rita Pantani), che si è basata sugli esiti investigativi acquisiti dai militari reggiani.

Gli arrestati, tutti accusati di concorso in rapina aggravata, sono Michele Depalma, 46 anni; Giacomo Depalma, 21 anni (padre e figlio); Domenico Pilato,  27 anni; Paolo Tiano, 30 anni. Sono tutti residenti a Cerignola (Foggia). Sui quattro indagati sono ora rivolte le attenzioni dei carabinieri reggiani per accertare l’eventuale loro responsabilità in analoghi colpi commessi in Emilia Romagna e in altre regioni italiane.

Erano circa le 10 del 22 giugno scorso quando due malviventi (poi risultati essere, secondo quanto accertato dai carabinieri, Domenico Pilato e Paolo Tiano) con il volto travisato da un passamontagna, dopo aver fatto irruzione all’interno dell’ufficio postale, hanno terrorizzato i presenti con urla e minacce. Sono quindi passati alle vie di fatto con la direttrice, strattonandola ripetutamente per farle aprire la cassaforte, per poi rinchiuderla in un locale attiguo alla camera blindata.

Dopo essere riusciti ad impossessare di 1.500 euro, i rapinatori sono fuggiti con un’auto condotta da un complice, che li attendeva nei paraggi (Giacomo Depalma, secondo quanto appurato dall'Arma), con già a bordo il palo (Michele Depalma). Gli sviluppi investigativi - estesi anche con l’ausilio di apparati tecnici e analisi dei pregressi controlli sul territorio - hanno permesso di appurare che la Lancia Delta usata per la rapina era in abituale uso al Michele Depalma, su cui pertanto sono confluite le indagini.

Nulla è stato lasciato al caso; neppure l’esame delle presenze in strutture alberghiere nei mesi precedenti. In questo modo i carabinieri hanno scoperto i pernottamenti in zona dei Depalma. Per i carabinieri, la presenza dei Depalma era finalizzata a compiere sopralluoghi in vista della rapina. Le ricognizioni fotografiche eseguite con i testimoni rintracciati dai carabinieri hanno avvalorato ulteriormente i riscontri a carico dei quattro pugliesi arrestati per la rapina. Secondo la tesi investigativa, dopo la rapina a Calerno i quattro si sono dati alla fuga dividendosi tra autostrada e strade secondarie, per poi ricongiungersi a Cerignola.