Rastrelliere troppo costose, a rischio l'economia nazionale: bloccata la legge di Gandolfi 

di Chiara Cabassa

Il parlamentare del Pd, ex assessore del Comune di Reggio Emilia, contro la Ragioneria di Stato: «Ha bloccato la legge sulla mobilità ciclistica perché influirebbe sui conti pubblici» 

REGGIO EMILIA. Dopo una lunga serie di iniziative di legge che si è visto bloccare dalla Ragioneria dello Stato, il deputato reggiano del Pd Paolo Gandolfi ha rotto il silenzio. E lo ha fatto mettendo nero su bianco sul blog “sempreinsella” tutta la sua indignazione per una legge (quella sulla mobilità ciclistica) che ha avuto la copertura finanziaria eppure è in questo momento bloccata dalla richiesta di ulteriori integrazione da parte della Ragioneria dello Stato.

«La legge sulla mobilità ciclistica – spiega Gandolfi – è finanziata ma il Ministero delle Finanze la blocca. Perché? Perché, tra le altre tardive contestazioni, la Ragioneria generale dello stato ritiene che la predisposizione di nuove rastrelliere “è suscettibile di recare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Non posso accettare l’idea che questa sia la principale minaccia alla stabilità economica dello Stato. La burocrazia non può bloccare decisioni già acquisite e finanziate: se così fosse, l’azione parlamentare verrebbe ridotta a una farsa.

«La legge sulla mobilità ciclistica – prosegue – è in parlamento da tre anni, un tempo che è servito a costruire la copertura finanziaria richiesta: 96 milioni di euro nel 2015, 283 milioni di euro nel 2016, inserimento nel Def della rete nazionale di ciclovie Bicitalia, inserimento nei contratti di servizio di Rete ferroviaria italiana di impegni a comprare treni con vagoni bici e migliorare l’accessibilità in bici a stazioni e binari. Anas si dichiara disponibile a rispettare la regola di realizzare le ciclabili a fianco delle strade nuove. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti si impegna formalmente a trovare soldi per le ciclabili nel superfondo infrastrutture e di attivare senza costi aggiuntivi la direzione generale mobilità ciclistica all’interno del ministero. Fare di più sarebbe stato davvero impossibile».

Al termine di questo percorso, mercoledì scorso ci si aspettava quindi di avere il via libera della Commissione Bilancio e di approvare la legge in aula alla Camera dei Deputati. «Le forze politiche – p recisa l’onorevole – sono tutte favorevoli, il Governo come Mit (Ministero infrastrutture e trasporti) è favorevole, ma il parere della commissione Bilancio non è arrivato perché il Mef (Ministero Economia e Finanze), tramite la Ragioneria Generale dello stato, ha chiesto ulteriori integrazioni». Il motivo? Gli oneri a carico della finanza pubblica che potrebbero essere provocate dalle nuove rastrelliere. «Avete capito bene – commenta Gandolfi – secondo questi scienziati le rastrelliere per le biciclette sono la principale minaccia alla stabilità economica dello Stato».

Detto ciò, dopo il “colpo di scena” di mercoledì scorso, l’onorevole Gandolfi chiede un appuntamento con il Ragioniere Generale dello Stato. «Voglio un confronto col Mef – dichiara – voglio risposte, voglio vedere in faccia chi ha il potere di limitare l’azione democratica del Parlamento. Lo voglio a costo di passare tutti i giorni che ci separano dalla fine legislatura sotto il portone di via XX settembre. Se non succederà, quel giorno tornerò a casa mia consapevole che l’elezione del Parlamento è una farsa a cui non ha senso partecipare».

La presa di posizione di Gandolfi qualcosa, in questi giorni, ha mosso. Nessuna risposta da parte della Ragioneria dello Stato, ma la legge sulla mobilità ciclistica sta riprendendo il suo percorso. «Sembra che i tecnici dei due ministeri (Ministero dei Trasporti e Ragioneria Generale) – spiega l’onorevole – stiano trovando la soluzione tecnica per approvare la legge quadro sulla mobilità ciclistica. Questo potrebbe solo in parte giustificare la scortesia di non avermi ancora dato un appuntamento da parte della Ragioneria, ma quello che importa è che potrebbe rendere possibile l'approvazione della legge. Qualche giorno di attesa è accettabile, ma al massimo mercoledì prossimo, 11 ottobre, la legge dovrà ricevere il “via libera dalla commissione bilancio”. Se così non sarà troverò una maniera più diretta di far sentir la mia voce».