Profugo sorpreso a rubare in un bar di Codemondo

La segnalazione dei vicini permette ai carabinieri di bloccare il 20enne sul fatto Lui minimizza: «Avevo sete». In aula un’operatrice della coop sociale che lo segue

REGGIO EMILIA. È stato sorpreso dai carabinieri del nucleo radiomobile mentre “armato” di strumenti da scasso stava forzando la finestra del bar “Eclipse Cafè” di via Teggi, a Codemondo.

Con l’accusa di tentato furto aggravato i militari – domenica notte – hanno arrestato il profugo gambiano 20enne Illiyasa Badjie che è domiciliato in un appartamento a Montecchio con altri stranieri ed è seguito dalla cooperativa centro sociale Papa Giovanni XXIII sulla base di un progetto d’accoglienza per i richiedenti asilo. È stato arrestato grazie all’efficace intreccio tra la collaborazione dei cittadini, tempestivi nel segnalare al 112 i rumori sospetti proveniente dall’esercizio pubblico preso di mira e l’immediato intervento dei carabinieri che hanno colto sul fatto il profugo finito in manette. A lui i carabinieri hanno sequestrato un cacciavite, un tubo di ferro ed un coltello: gli strumenti che stava utilizzando per forzare la finestra del bar con l’intento di penetrarvi all’interno ed effettuare il furto.

L’origine dei fatti poco prima delle 4.30 di domenica notte quando un cittadino telefona al 112 del comando provinciale dei carabinieri segnalando che sta sentendo dei rumori sospetti provenienti dal bar “Eclipse Cafè”, in via Teggi.

L’operatore della centrale operativa allerta immediatamente le pattuglie operative, facendo convergere sul posto un equipaggio del nucleo radiomobile. I militari intervenuti hanno modo di notare un giovane che effettivamente sta armeggiando con un cacciavite sulle ante di legno della finestra dell’esercizio pubblico che risultano forzate. Il giovane subito fermato viene identificato in un profugo del Gambia. Al 20enne , sorpreso in flagranza del reato di tentato furto aggravato, i carabinieri gli sequestrano oltre al cacciavite un tubo idraulico in ferro lungo complessivamente 160 centimetri e un coltello, strumenti che sono stati utilizzati per provocare l’effrazione. Il giovane, alla luce della flagranza di reato, viene quindi condotto in caserma e arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato. Dopo poche ore, cioè ieri mattina, il gambiano ha affrontato in tribunale l’udienza di convalida dell’arresto.

Davanti al giudice Alessandra Cardarelli il 20enne – difeso dall’avvocato Mariasilvia Grisanti – ha detto che essendo tardi e dovendo rientrare a Montecchio non poteva fare affidamento su un pullman di linea, perciò si è fatto prestare una bicicletta da un amico. Pedalando gli è venuta sete ed ha cercato di dissetarsi nel bar di via Teggi. Una versione che lascia a dir poco perplessi. Presente in aula anche un’operatrice della cooperativa sociale che sta seguendo Badjie.

Il giudice Cardarelli ha disposto l’obbligo di firma per il gambiano che sarà processato il 23 novembre.