Cadelbosco 

Nuovo sciopero alla Cobo con picchetto in via Tasso

Cadelbosco sopra, prevedendo lo stato di agitazione dei lavoratori, la direzione aziendale non apre i cancelli: presidio davanti all'azienda

CADELBOSCO SOPRA. Prevedendo lo stato di agitazione dei lavoratori della Cobo divisione Mt di via Tasso, peraltro ampiamente annunciata dalle Rsu Cobas e Fiom Cgil, la direzione aziendale, venerdì mattina, non ha nemmeno aperto i cancelli. Tuttavia, il presidio formato da un gruppo di operai, ha stazionato all'ingresso dell’azienda per verificare l'eventuale presenza di autotrasportatori impegnati in operazioni di carico e scarico.

Anche venerdì adesione massima allo sciopero e al blocco degli straordinari volontari. Tra le maestranze comunque c'è la consapevolezza unita anche a rabbia dell'assenza di risposte da parte del gruppo Cobo spa. I lavoratori comunque continueranno a proclamare scioperi “a sorpresa”, senza alcun preavviso. I lavoratori sono già stati “allertati” e sono pronti a incrociare le braccia appena le rsu Cobas e Fiom Cgil decideranno giorno e orario.

«Non ricevendo risposta dall'azienda – dicono Ciro D'Alessio di Fiom Cgil e Mauro Accorsi dei Cobas – siamo costretti a continuare la nostra azione di lotta, condivisa con i lavoratori. Sappiamo che la trattativa è difficile ma noi non molliamo. Ovviamente per essere più incisivi, non possiamo fare altro che alzare il livello della protesta».

L’azienda Cobo di Leno (Brescia) facente parte del gruppo Cobo Spa opera nella progettazione, sviluppo e fornitura di componenti per autocarri, carrelli elevatori, macchine movimento terra, macchine agricole, veicoli militari, macchine mobili, sistema per imbarcazioni, componenti per caravan, componenti per camper e interni cabina quali strumentazione, fanali, lampade, sedili ed avvisatori acustici.

La Cobo possiede sei stabilimenti in Italia, uno negli Usa e un altro in Romania. Nel febbraio 2017 il gruppo ha stimato di fatturare 10 milioni di euro per il 2017 dall’attività dello stabilimento che possiede a Guangzhou (Cina) dove sono impiegate 60 persone di cui la metà tecnici. (m.p.)