Truffe "rosa" a Reggio Emilia, perquisizioni e arresti in tutta Italia

I carabinieri, dall'alba di questa mattina, sono impegnati nell'operazione Deep Impact: 18 le persone indagate (molte le donne), smascherate anche grazie ad alcuni servizi di Striscia la Notizia e Le Iene

Truffe, gli arrestati vengono portati in carcere

REGGIO EMILIA. Sono accusati di aver compiuto circa 500 truffe in tutta Italia i 18 indagati finiti nel mirino dei carabinieri di Reggio Emilia, che all'alba hanno eseguito arresti e perquisizioni in diverse regioni Italiane. Quattro anni di raggiri, per un "fatturato" stimato in svariate centinaia di euro, che gli investigatori dell'Arma _ con il prezioso contributo di alcuni servizi andati in onda su Striscia la Notizia e Le Iene _ hanno portato alla luce grazie all'operazione Deep Impact, che stamani ha portato i militari a mettere un punto fermo all'inchiesta, dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Reggio Emilia su richiesta del pubblico ministero Valentina Salvi.

I 18 indagati, rintracciati in Emilia Romagna, Piemonte, Basilicata, Lombardia e Campania,  sono accusati _ a vario titolo _ di associazione per delinquere, truffa aggravata, ricettazione, sostituzione di persona, uso indebito di carta di credito, estorsione e falso in atto pubblico.

L’organizzazione criminale è composta prevalentemente da donne e al vertice vi era proprio una di loro. Sei le tipologie di truffa che erano soliti utilizzare gli indagati: la “sexy truffa”, il “falso lavoro”, la “truffa dei coupon”, i “falsi biglietti per concerti di beneficenza”, la “truffa della postepay” e l’inesistente “casa vacanza”.

Truffe in "rosa", una perquisizione dei carabinieri di Reggio

I dettagli della complessa indagine verranno resi noti nella conferenza stampa che i vertici del comando provinciale reggiano, guidati dal colonnello Antonino Buda, unitamente al sostituto procuratore Valentina Salci, terranno alle 15 di oggi.