Capretti sbranati dai lupi alle porte di Reggio Emilia:«Ora ho paura»

di Ambra Prati

Catia Stazzecchini: «Un vicino di casa ha notato le carcasse. Temo per i miei nipoti che vengono qui a vedere i pulcini» 

REGGIO EMILIA. «Avevo sette caprette: sono state tutte sbranate dai lupi. L’unica superstite, di pochi mesi, l’ho trovata su un rialzo in cemento, vicino alla parete del magazzino: belava terrorizzata e disperata, non l’ho mai sentita belare così».

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A raccontare l’ennesima strage ad opera dei lupi, avvenuta a Fogliano alle prime porte della città, è la proprietaria delle pecore, Catia Stacchezzini, 52 anni. La donna, residente nella frazione, insieme al marito Roberto Barbieri (titolare dell’omonima Autotrasporti) possiede un appezzamento in via Francesca, una stradina che dopo il cimitero si inoltra in campagna. Lì, la coppia ha un terreno recintato, usato come ricovero attrezzi, dove la donna alleva polli, galline e caprette per consumo domestico. Per le caprette, all’interno del recinto che delimita la proprietà, è stato installato un piccolo recinto aperto, non difficile da scavalcare.

Catia Stacchezzini racconta cos'è successo ai suoi capretti

Reggio Emilia, un branco di lupi sbrana sette capretti a Fogliano



«Lunedì mattina poco prima delle 8 un vicino di casa, passando, ha visto delle carcasse di animale e quella capretta che si lamentava – racconta Catia –. Avevo sette capretti: tre erano nati in maggio, le altre erano le mamme, tra le quali una incinta con due gemelli. È l’unica che i lupi non hanno mangiato, non so perché».

Le guardie venatorie dell’Atc3 Collina, chiamate dalla signora, hanno constatato che indubbiamente la mattanza è stata opera dei lupi e più precisamente di un branco di lupi, poiché per trascinare così tante carcasse per diversi metri dovevano essere almeno tre o quattro. Se una prima carcassa è stata trovata in prossimità del recinto, per trovare gli altri capi le guardie hanno dovuto eseguire un sopralluogo e perlustrare i dintorni: in due punti diversi, in un campo aperto e a 150 metri di distanza in un terreno con l’erba alta dove probabilmente i lupi si sentivano al sicuro, sono stati rinvenuti i resti degli altri animali sventrati e ridotti a brandelli, tranne la futura mamma, integra.

La proprietaria spiega che c’erano state delle avvisaglie. «È da una settimana che mi sparivano, un giorno sì e uno no un pollo, una gallina, una volta anche una capretta. In un primo tempo ho pensato ad un “lupo a due gambe”, un ladro; non potevo immaginare che si aggirasse un branco di lupi, anche se qui in zona ci sono stati numerosi avvistamenti, nell’ultimo anno, nel laghetto Aquaviva per andare verso Albinea».

Il problema non è certo economico, come sottolinea Stacchezzini: «Le capre valgono 50 euro l’una, una cifra trascurabile. Ma io sono nata in campagna e ho la passione degli animali, mi piace prendermene cura». E ora, cosa farà? «Questa notte di certo chiuderò dentro il prefabbricato la capretta rimasta, perché i lupi devono essere saltati sopra o sotto il recinto – conclude Stacchezzini –. Potrei prendere un cane maremmano, il mio cane da guardia è morto l’anno scorso, ma ho due nipoti piccoli e non mi fido. Sto anche pensando di non tenerle più, sempre per l’incolumità dei miei nipotini, che vengono qui a vedere i pulcini. Perché finché il lupo trova da mangiare va bene, ma quando non ne troverà più? Spinto dalla fame, potrebbe aggredire un bambino? Non sono tranquilla».