Il cacciatore Gianferrari: «Troppi episodi. Siamo in piena emergenza»

Il vicepresidente dell’Atc3 Collina lancia l'allarme: «Ormai il lupo è arrivato in città: è un dato di fatto, lo dicono i numeri. Siamo in piena emergenza, come ha dimostrato la scena raccapricciante cui abbiamo assistito». 

REGGIO EMILIA. «Ormai il lupo è arrivato in città: è un dato di fatto, lo dicono i numeri. Siamo in piena emergenza, come ha dimostrato la scena raccapricciante cui abbiamo assistito». L’allarme è del vicepresidente dell’Atc3 Collina Angelo Gianferrari, che lunedì insieme alle guardie volontarie si è recato a Fogliano per la strage di capre. In effetti, basta scorrere i precedenti dell’ultimo mese per confermare la tesi di Gianferrari.

Il 7 ottobre alle 20.30 a Rivalta un lupo maschio adulto è stato investito e ucciso da un’auto in via Repubblica: ferita lieve la conducente che si è vista attraversare la strada all’improvviso dall’animale. Il 17 ottobre, a San Savino di Castelnovo Sotto, una residente ha documentato con una fotografia l’incontro ravvicinato avvenuto con un lupo, che alle 8 del mattino ha attraversato la strada. Il 20 ottobre una lupa di circa 3 anni è stata trovata senza vita ai lati della strada ai Quercioli, a Cavriago, forse aggredita da altri lupi o animali, visto che sul posto non sono stati rinvenuti pallini e le lacerazioni non erano compatibili con un investimento.

«Quando ci ha chiamato la signora Stacchezzini, eravamo impegnati in un servizio di routine in zona, dove già nei mesi scorsi abbiamo rinvenuto carcasse sventrate di fagiani e lepre: selvaggina molto ambita dai lupi, che hanno bisogno di un quantitativo di carne al giorno per sopravvivere – prosegue Gianferrari –. Sempre a Fogliano, a distanza di 300-400 metri da via Francesca, qualche giorno fa un allevatore ha trovato una mucca, che aveva già problemi di salute e faticava a stare in piedi, con un grosso morso alla coscia, probabile opera dei lupi. Un altro residente di Fogliano ha avvistato quest’estate una lupa con due lupacchiotti, ma pensiamo che stavolta ad agire dev’essere stato un branco».

Insomma gli episodi abbondano e confermano una presenza sempre più pervasiva dei lupi (o di ibridi di lupo) in pianura. Secondo gli esperti dell’Atc, occorre stare all’erta anche alle porte della città. «Ormai quasi ogni giorno si rivolgono a noi dei cittadini che avvistano lupi: sta diventando un problema serio. Finché vengono attaccati animali a Carpineti o in Appennino è un conto, ma qui ormai siamo alla periferia della città. Occorre fare attenzione e mettere in atto delle contromosse».

La prima precauzione da osservare è «non tenere fuori gli animali di notte, alla catena o in recinti aperti: occorre custodirli al chiuso, affinché non diventino una facile preda e un richiamo per il branco affamato. Ricordiamo inoltre che il lupo è un animale protetto e la legge proibisce di sparargli».(am.p.)