Beretti sarà presidente del Tribunale: «Così vince Reggio Emilia»

di Enrico Lorenzo Tidona

Votazione unanime per l’attuale vicario: manca solo la ratifica del plenum. Plauso da parte delle istituzioni. Mazza: «Premiato il lavoro di squadra»

REGGIO EMILIA. «Questo è un gran giorno per la giustizia reggiana». Manca ancora l’ultimo miglio - dato però per scontato - per raggiungere l’ufficialità, ma il mondo della giustizia reggiana già applaude l’ormai prossima nomina a presidente del tribunale di Reggio dell’attuale vicario, il giudice Cristina Beretti. Ieri mattina la quinta commissione del Csm ha votato all’unanimità - sei voti su sei - questo passaggio per certi versi fisiologico agli occhi dei reggiani per colei che, ormai da un anno, ricopre già il ruolo vacante dopo la nomina dell’ex presidente Francesco Caruso a Bologna.

La verità, dietro alla nomina, parla però di un braccio di ferro ingaggiato dalle istituzioni reggiane per avere Beretti presidente. Obiettivo centrato dopo aver rivoltato un risultato che, fino a pochi mesi fa, era assai diverso e avrebbe portato in città un presidente esterno, privo di qualsiasi dimestichezza con Reggio, il tribunale, le sue efficienze e i suoi malanni, criminalità organizzata compresa. A Cristina Beretti, 53 anni, dal 1996 in forza in via Paterlini, non manca invece l’esperienza sul campo ma difetta solo la ratifica da parte del plenum del Csm, che potrebbe giungere a giorni. Un timbro finale che permetterà finalmente al tribunale di Reggio Emilia di avere un capo a tutti gli effetti e con tutte le deleghe operative. Il palazzo di giustizia reggiano è una macchina ben oliata, considerata tra le più efficienti nonostante le ristrettezze, ma che deve essere ricalibrata visto il via vai di magistrati e le tante istanze da parte del personale amministrativo, una cinquantina di dipendenti sugli 83 previsti in pianta organica, sottoposti - insieme ai giudici - a non pochi stress visto l’aumento di lavoro anche in ragione del maxi processo Aemilia e dei suoi tanti rivoli. Il magistrato reggiano potrà quindi imprimere un’ulteriore svolta alla giustizia reggiana insieme al nuovo procuratore capo, che sarà con ogni probabilità Marco Mescolini, attuale sostituto della Dda di Bologna, pubblica accusa nel processo Aemilia.

Mescolini capo a Reggio Emilia: l’antimafia sale in procura


I candidati per la presidenza del tribunale reggiano erano dieci. In questo anno di vicariato Beretti è cresciuta nei consensi interni dimostrando un impegno non comune, riportato tra i corridoi del palazzo di giustizia. Spesso vengono nominati nei tribunali dei presidenti a fine carriera e non sempre decisi a imprimere svolte anche impopolari. Beretti arriva in tribunale alle 7.30, si rapporta con tutti, dai collaboratori ai cancellieri agli impiegati, presiede processi ordinari e di mafia. «Una volta il tribunale di Reggio era rissoso, ora c’è pace» rivela un avvocato che, viste le due nomine, parla con i colleghi di un «progetto reggiano della giustizia, che non sia succube di regie e interessi particolari ma che faccia compiere un ulteriore salto a Reggio sul fronte della legalità».

Ieri mattina, a pochi minuti dall’indicazione giunta dalla commissione a Roma, i telefonini dei legali presenti in tribunale stavano diffondendo la notizia, accolta con grande soddisfazione anche dai colleghi del giudice.

Questo perché con la presidenza del tribunale affidata al magistrato reggiano, è stata rispettata l’indicazione giunta a Roma da Reggio Emilia. Il modello Reggio, come lo si etichetta qui, vede in Beretti la garanzia di una prosecuzione dei rapporti e dell’efficienza tangibile che permette di smaltire centinaia di processi a ritmo serratissimo. «Godiamoci questo bel risultato di squadra, reso possibile soprattutto da questa nostra concittadina, così brava e virtuosa» ha scritto ieri Franco Mazza, presidente dell’Ordine degli avvocati reggiani, in una lettera inviata al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, al presidente della Provincia Giammaria Manghi e all’avvocato reggiano Celestina Tinelli, membro del Csm, che hanno lavorato per portare una reggiana a capo del tribunale della sua città. «Tutte le istituzioni reggiane hanno contribuito a questo risultato non facile ma di grande spessore per il nostro territorio. È un momento di rara soddisfazione».