Reggio Emilia, tenta il furto di una cassa acustica infilandola nei pantaloni

Un 20enne ha cercato di rubare all’interno del MediaWorld. Vigilante e carabinieri lo bloccano: «Ho fatto una stupidata»

REGGIO EMILIA. È entrato nel negozio di elettronica “MediaWorld”, si è diretto verso il reparto hi-fi per poi individuare una cassa acustica del valore di 140 euro. Ma il piacentino 20enne non la vuole comprare, ha ben altre intenzioni...

È iniziato così l’altro pomeriggio – poco dopo le 18 – il tentativo di furto che ha messo il giovane nei guai. Infatti il 20enne ha prima staccato il dispositivo antitaccheggio (gettandolo a terra nel reparto) per poi infilarsi la cassa acustica dentro ai pantaloni, all’altezza dell’inguine.

A quel punto si è incamminato tranquillamente verso l’uscita, certo di farla franca per la mancata attivazione dell’antitaccheggio.

Invece la scena non è sfuggita all’addetto alla sicurezza che, dopo essersi reso conto di quanto stava accadendo, non ha perso di vista il ladruncolo e contemporaneamente ha chiamato i carabinieri.

L’operatore della centrale operativa del comando provinciale dell’Arma ha segnalato il tutto ad una pattuglia e i militari sono giunti prontamente nel punto-vendita di piazzale Atleti d’Italia.

Il giovane è già stato bloccato dall’addetto della sicurezza, quindi i carabinieri lo prendono in consegna, ricostruendo in fretta l’accaduto grazie alle testimonianze di alcuni dipendenti. Inoltre il giovane – che è in possesso della cassa acustica – si mostra subito collaborativo, ammettendo le proprie colpe.

Dal negozio il 20enne è stato poi trasferito nella vicina caserma ed arrestato per tentato furto aggravato.

Ieri mattina il piacentino ha affrontato – in tribunale – l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice Cristina Beretti. In aula non ha cambiato atteggiamento, ammettendo d’aver cercato di rubare la cassa acustica, terminando il proprio racconto con un disarmante «ho fatto una sciocchezza». Il pm Stefania Pigozzi, titolare del fascicolo, ha chiesto gli arresti domiciliari per l’indagato che, da minorenne, si era già messo in guai giudiziari per un reato contro il patrimonio. L’avvocato Luigi Scarcella – che ha sostituito il collega Alessio Fontanesi – ha invece chiesto la scarcerazione o in subordine l’obbligo di firma per il suo assistito, facendo leva su diversi aspetti: la modesta entità del tentato furto, la mancanza di elementi che possano far pensare ad una reiterazione del reato, inoltre la precisazione che il precedente penale si era concluso processualmente con la pena sospesa. Argomentazioni difensive che hanno fatto breccia nel convincimento del giudice Beretti, da qui la liberazione del giovane che verrà processato il prossimo 6 dicembre.(t.s.)