Spari a un appuntato dell’Arma

Tragedia sfiorata in un raid che fu sventato a Reggio il 22 settembre 2012

REGGIO EMILIA. Per ben due volte durante questa complessa inchiesta non c'è scappato il morto fra i carabinieri. E la notte del 22 settembre scorso gli spari verso i militari sono stati esplosi proprio a Reggio, quando i ladri erano stati sorpresi in un'abitazione di via Zatti.

Secondo quanto ricostruito dall'Arma, i ladri quella notte avevano cercato di "ripulire" una casa in via Mercati e poi si erano spostati in via Zatti, ma lì erano stati intercettati dai militari. Un ladro sparava contro i carabinieri, non colpendoli (rischiò grosso soprattutto un appuntato). A loro volta i militari non arretravano e sparavano in aria - pare quattro colpi – intimando l'alt, ma i malviventi riuscivano a farla franca, facendo perdere le loro tracce. L'altro tentato omicidio – a Caivano (Napoli) – avvenne nel maggio 2012.

Ma come agivano questi ladri specializzati in furti nelle ville? Per i carabinieri entravano in azione in tre-quattro persone alla volta – al Sud e al Nord specificatamente nel Reggiano – che dopo una serie di sopralluoghi, si introducevano nelle abitazioni dopo aver spento i telefonini. Solo in un secondo momento venivano contattati i complici per svignarsela con il bottino o di tutta fretta in caso di intoppi.

Durante le indagini è emerso che gli albanesi coinvolti in questi raid potevano contare su auto, strumenti da scasso, armi e telefonini (con schede intestate ad altre persone). Per gli investigatori una “rete” molto ben organizzata, con ruoli e tecniche ben definite. Ma per la Corte l’associazione a delinquere non è provata.