mobilità in centro storico 

«Varchi ztl ingannevoli» Ma la modifica non passa

REGGIO EMILIA. Modificare le parole delle scritte luminose “varco attivo” o “varco non attivo”, poste in diversi punti di accesso alla ztl, poiché definite «ambigue ed equivoche» in quanto riferite...

REGGIO EMILIA. Modificare le parole delle scritte luminose “varco attivo” o “varco non attivo”, poste in diversi punti di accesso alla ztl, poiché definite «ambigue ed equivoche» in quanto riferite «alla strumentazione di controllo e rilevamento, e non al varco stesso». È quanto ha chiesto il capogruppo di Forza Italia Claudio Bassi, che in consiglio comunale ha denunciato con una mozione come, «a causa di un’errata interpretazione della dicitura non chiara, molti cittadini hanno ricevuto una contravvenzione».

Bassi ha proposto quindi di adottare, in sostituzione, la terminologia «accesso libero» o «accesso solo autorizzati». La proposta è stata respinta dall’assessore alla Mobilità Mirko Tutino: «La regola fondamentale della ztl prevede il divieto di transito per tutti gli autoveicoli e motoveicoli non autorizzati, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, indipendentemente dal fatto che siano sistemi di controllo elettronico del transito o no». Inoltre, ha continuato, «la segnaletica verticale già installata in prossimità degli accessi alla ztl e i cartelli che segnalano eventuali limitazioni orarie o la presenza di controllo elettronico degli accessi sono sufficientemente chiare per dare ad ognuno le indicazioni corrette».

Infine, scendendo nel merito dei vocaboli scelti, «sono quelli maggiormente utilizzati sul territorio nazionale e riconosciute come standard dalla maggioranza dei cittadini italiani». Lo conferma anche una sorta di piccolo sondaggio svolto dall’azienda reggiana Til, che ha chiesto ad alcuni cittadini cosa significasse, dal loro punto di vista, l’espressione «varco attivo». Tra le risposte più comuni queste: «Se passi prendi la multa perché la telecamera è in funzione» e «il controllo è attivo quindi non si deve passare».