Abusi, chiesti sei anni di carcere per il patrigno

di Tiziano Soresina

È accusato di atti sessuali dalla secondogenita. La madre rischia quattro anni per maltrattamenti e abbandono di minore

BASSA REGGIANA. Primi importanti sviluppi processuali sulla delicatissima vicenda con al centro un nucleo familiare pian piano smantellatosi sotto il peso di accuse infamanti per la madre e il patrigno, con i quattro figli (ora di età compresa fra i 4 e i 14 anni) di conseguenza allontanati e che vivono, a seconda dei casi, in una comunità o in famiglie affidatarie. E come quando nella primavera scorsa è filtrata questa storia, per tutelare la privacy dei minori coinvolti continueremo a non fornire nomi e nemmeno il paese della Bassa in cui è emersa questa terribile situazione.

CHIESTE DUE CONDANNE. Nell’udienza preliminare – che si sta tenendo con rito abbreviato in tribunale a Reggio, ovviamente a porte chiuse – il pm Valentina Salvi ha di recente formulato le richieste di condanna per la madre (poco più che quarantenne) e il patrigno 36enne: 4 anni di reclusione per la donna e 6 anni per il compagno.

Fra l’altro, la loro posizione giudiziaria si è aggravata perché entrambi sono ora accusati anche d’abbandono di minore (riferito ai due figli più piccoli) che va ad aggiungersi ai maltrattamenti (collocati dagli inquirenti fra il 2009 e il 2015) per entrambi e violenza sessuale su minore per il patrigno (abusi che sarebbero stati compiuti sulla secondogenita quando aveva 5-7 anni).

L’INCIDENTE PROBATORIO. In precedenza la battaglia legale si è incentrata sulla perizia redatta all’esito dell’incidente probatorio in cui sono stati sentiti i tre figli maggiori, ritenuti alla fine credibili.

Gli avvocati difensori – Antonio Sarzi Amadè e Matteo Gambarini – hanno contestato alcuni punti della perizia tramite il deposito di una memoria del consulente tecnico di parte. Da qui la decisione del gup Angela Baraldi di richiamare in aula il perito (cioè la psicologa Rita Rossi) per chiarimenti sui punti contestati dalla difesa (la donna e il nuovo convivente si dichiarano innocenti). I figli sono tutelati dall’avvocato Valeria Miari, costituitasi parte civile. Le due figlie maggiori sono state concepite dalla madre con un compagno che non è più tale da diversi anni, infatti nella sua vita c’è ora un’altra persona (il citato 36enne) da cui ha avuto altri due figli.

Nella prossima udienza sarà la volta delle arringhe degli avvocati e presumibilmente verrà emessa la sentenza.

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