«La questura è risanata e Reggio è più sicura»

di Enrico Lorenzo Tidona

Isabella Fusiello, promossa dirigente generale, ha cancellato i segni di Aemilia. «Abbiamo stabilito un modello di collaborazione con cittadini e istituzioni»

REGGIO EMILIA  A pochi giorni dal suo arrivo a Reggio Emilia - era l’estate del 2014 - il questore Isabella Fusiello ha compiuto un emblematico giro in stazione a Reggio Emilia in pieno giorno con una decina di agenti.

Quello fu il suo primo giorno di lavoro ufficiale in mezzo alla gente. Una camminata nella “zona rossa” di Reggio Emilia che preannunciava la volontà - divenuta poi programmatica - di riavvicinare la questura ai problemi della gente in una città che stava conoscendo un florilegio di comitati di cittadini, colpiti da microcriminalità e in deficit di sicurezza.

Stazione, bar assediato dai bulli. Lavoratori in lacrime dal questore

Molte altre camminate e incontri sarebbero seguiti per Fusiello e i suoi agenti, dirigenti e funzionari con i quali ha costruito il suo mandato basato sul rapporto diretto con i reggiani, che orfani delle circoscrizioni stavano condensando il loro malcontento nei comitati, accolti e ascoltati uno per uno, eletti poi a sentinelle in un sistema di cooperazione diffusa. A questo, se si aggiunge la gestione senza macchie di partite di calcio di caratura internazionale e il rientro a pieno titolo nel sistema della lotta alla criminalità dopo gli strascichi dell’inchiesta Aemilia, si deve la promozione di Fusiello, promossa questore reggente di Trieste in attesa di ricevere nel giro di pochi mesi il grado di dirigente generale. Un accesso verso i piani più alti della polizia essendoci solo 20 posizioni disponibili in Italia. Sotto una pioggia di telefonate di congratulazioni e senza rinunciare al classico caffè della mattina alla pasticceria Boni con i dirigenti, il questore ha tracciato con la Gazzetta un bilancio della sua esperienza a Reggio Emilia.



Dottoressa Fusiello cosa lascia ai cittadini di Reggio?

«Durante la mia permanenza a Reggio Emilia ho stabilito un contatto diretto con la cittadinanza. Avendo questo contatto diretto, l’autorità di polizia e il questore hanno il polso della situazione su quanto succede sul territorio. Questo ci ha permesso di indirizzare l’azione di controllo e prevenzione nel modo più giusto. Quindi non abbiamo mandato il personale e le volanti in giro senza obiettivi. Questo grazie all’aiuto dei cittadini, ai referenti dei comitati di quartiere o alle associazioni di categoria. Si è creata una rete di comunicazione con la quale abbiamo conosciuto le vere problematiche della città».

Fusiello: "A Reggio abbiamo creato contatti diretti con i cittadini"



Dalla microcriminalità fino alla criminalità organizzata passando per i grandi eventi sportivi: possiamo dire che Reggio è una piccola città con delle grandi problematiche?

«Molte di queste problematiche qui sono state affrontate e risolte. La microcriminalità è un’emergenza che è stata contenuta e sono orgogliosa di aver diretto una questura in una città che è diventata negli ultimi tempi una città internazionale. Non dimentichiamoci che il Sassuolo l’anno scorso ha giocato in Europa League con squadre di un certo rilievo e impatto, come la Stella Rossa, che ha portato in città circa 800 tifosi dalla Serbia. La città li ha accolti e loro alla fine hanno ringraziato non determinando nessun tipo di danneggiamento nonostante la fama che avevano alle spalle. C’è poi stata la grande partita Italia-Israele, paese nel mirino del terrorismo internazionale. Anche in quella circostanza, però, non si è creato un clima di terrore in città ma di festa proprio perché lo sport dovrebbe essere gioia e comunanza di interessi. Tanto è vero che il Mapei Stadium era pieno di gente. Ultimamente stiamo ospitando l’Atalanta, una squadra importante del campionato italiano, che ha già incontrato l’Everton, che ha portato a Reggio circa 1.500 tifosi inglesi. Poi c’è stata la squadra cipriota e ora il Lione che porterà a Reggio oltre mille tifosi. L’ordine pubblico è sempre stato gestito con una presenza discreta di forze dell’ordine, ma adeguato all’evento. E soprattutto non ho mai voluto militarizzare la città. Per me, che sono una sportiva fin da giovane, lo sport deve essere uno strumento attraverso il quale l’uomo si confronta alla pari».

Possiamo dire quindi che la prova sui grandi eventi è superata?

«Si anche grazie alle società calcistiche che hanno collaborato attivamente alla gestione dell’ordine pubblico dello stadio Città del Tricolore. E devo dire che anche gli stessi tifosi hanno dato il loro contributo. La richiesta degli uomini di rinforzo è stata minima. Non dimentichiamoci che qui c’è stato anche il grande concerto di Ligabue, con l’arrivo di circa 165mila spettatori. Anche in quella circostanza la presenza dell’ordine pubblico è stata esemplare. Non ci sono stati problemi o criticità ma soprattutto qualcosa che potesse disturbare lo spettacolo».

Lascia una città a suo parere più sicura?

«La quotidianità è fatta ovviamente di problemi che si presentano ogni giorno ma il lavoro fatto in questi anni è stato all’insegna della collaborazione: con i cittadini, con le società sportive, con gli esercizi pubblici...con tutti. Questa è la modalità con cui il nostro lavoro deve essere affrontato. La sicurezza è un bene che appartiene a tutti. Nel proprio metro quadro ognuno deve essere consapevole di aver dato il suo contributo».



La questura è tornata protagonista anche nelle indagini contro le mafie. Una svolta importante dopo gli strascichi dell’inchiesta Aemilia.

«Anche questo per me è motivo di orgoglio. Lo è il lavorare dal punto di vista investigativo con la direzione distrettuale antimafia di Bologna, la quale, avendo fiducia nella nostra squadra mobile, ci sta dando delle deleghe molto importanti. La polizia sta offrendo un contributo notevole per fare luce sulle mafie a Reggio Emilia e su quel periodo buio che ha riguardato gli omicidi di mafia. Dobbiamo far emergere quella realtà che per tanto tempo non è stata evidenziata. Bisogna fare chiarezza su determinati eventi per consentirci poi di comprendere l’attuale situazione della criminalità organizzata. Anche la questura è stata riorganizzata dopo le indagini e non dimentichiamoci che ha proposto numerose misure di sorveglianza speciale per gli imputati nel processo Aemilia. Oltre a queste ci sono state diverse misure di prevenzione patrimoniale. Bisognerebbe anche evidenziare l’ottimo lavoro di monitoraggio nel settore delle armi e nelle licenze del porto di fucile. La questura di Reggio è stata la prima a emettere un provvedimento limitativo sul numero delle detenzioni delle armi, nonostante la legge non preveda limiti. In linea di massima una persona può detenere, come avvenuto a Reggio, circa 3mila armi. Si comprende come non sia possibile che possa fare capo a un unico soggetto un numero così esagerato di armi perché rappresenta poi un pericolo per la sicurezza».

Reggio è una città ammantata dalla politica. Qual è stato il suo rapporto con gli amministratori locali?

«Il mio giudizio è molto positivo. C’è stata sin dall’inizio una grande collaborazione con i rappresentanti del comune, quindi con il sindaco Luca Vecchi, così come con il presidente della provincia Giammaria Manghi. Anche con la Regione, attraverso Andrea Rossi. Alcune problematiche sono sempre state affrontate in maniera collegiale intorno al tavolo della prefettura. Un luogo centrale per risolvere e soprattutto stabilire le modalità di intervento in merito a determinati eventi. C’è stata quindi una corresponsabilità: ciascuno nell’ambito della propria competenza ha affrontato determinate manifestazioni ed eventi nel modo migliore. Quindi la politica qui ha fatto la sua parte. I reggiani devono essere orgogliosi: lo penso veramente. Qui c’è una buona amministrazione, una buona sanità, dei servizi che funzionano».

Se dovesse trovare un possibile neo in questa città?

«No, non vedo dei nei. Anche perché quando c’è un problema da affrontare lo si affronta insieme. Quel problema non raggiungerà l’apice della soluzione completa, però quantomeno si cerca di arginarlo».