Pilomat in centro, i commercianti: «Pronti alle barricate se non avremo il telecomando»

Paolo Pignoli, titolare dell’omonimo negozio di arredamenti in via Guido da Castello, non le manda a dire all’amministrazione comunale

REGGIO EMILIA. «Non siamo favorevoli ai pilomat, perché significa isolare ulteriormente il centro storico». Paolo Pignoli, titolare dell’omonimo negozio di arredamenti in via Guido da Castello – dove negli ultimi giorni è comparso un palo di predisposizione alto 5-6 metri e posto tra Personal Shopper e un altro negozio di abbigliamento – è vicepresidente provinciale di Confcommercio nonché presidente del Comitato Cittadino Confcommercio.

In quanto tale, la cauta premessa è che l’argomento sarà oggetto di future riunioni tra gli esercenti della zona, che devono eseguire una consultazione interna. Ma basta toccare il tema e Pignoli esprime preoccupazione sui telecomandi.

«È vero che sono state fatte numerose assemblee, ma gli amministratori ancora non sono stati chiari: quello che abbiamo intuito è che la loro intenzione è di non dare il telecomando ai negozi. E lì faremo le barricate, perché un negozio di abbigliamento o calzature può farne a meno, ma un punto vendita di merce ingombrante, come mobili o elettrodomestici? Chi è ubicato in centro storico ha l’assoluta necessità assoluta di poter alzare e abbassare il dissuasore».

Al momento gli esercenti di via Guido da Castello hanno il permesso per entrare nell’area pedonale e in Ztl – il che non coincide con la possibilità di guidare il pilomat – e l’accesso, riservato a corrieri e fornitori, per il carico e scarico merce in fasce orarie predefinite.

Tutt’altra cosa, prosegue Pignoli, è portare avanti un’attività commerciale che comporta assistenza, montaggio e smontaggio in tempi spesso stretti e imprevedibili. «Noi non abbiamo orari perché sono i clienti a decidere quando vogliono vedersi consegnato, ad esempio, un armadio. Spesso si va dopo le 18, oppure al mattino ma ci si mette mezza giornata per montare, si torna indietro a prendere gli attrezzi, alla fine si deve portare via scatolini di imballaggio – afferma il mobiliere –.. Non a caso, di mobilieri in centro ne sono rimasti pochissimi. Proibirci la libertà di movimento significherebbe tagliarci le gambe, perché l’80% dei nostri clienti abita in centro storico (spesso si tratta di anziani o persone non automunite). Altrimenti avrei già traslocato fuori da tempo, perché tra crisi, varchi e parcheggio che non si trova, restare in centro è una vitaccia».

Pignoli prosegue lo sfogo: «Oggi pomeriggio ad esempio devo eseguire due consegne in via Fornaciari, dove il pilomat è già predisposto. E dopo, come farò?». Il presidente precisa che «non abuseremo del telecomando, è chiaro che lo vogliamo non per scorrazzare nell’area pedonale: è una necessità di certe tipologie commerciali, non tutte». (am.p.)