Reggio Emilia, il Comune fa da garante per gli affitti concertati

di Roberto Fontanili

“Abitare solidale” ha l’obiettivo di rimettere sul mercato appartamenti vuoti. La garanzia è di 8.500 euro per i proprietari. Vincoli precisi per gli affittuari 

REGGIO EMILIA. Affitto basso, ma sicuro e garantito dal Comune. Potrebbe essere questo lo slogan dell’iniziativa “Abitare solidale” presentata dall’assessore al Welfare Matteo Sassi che punta a incrociare domanda e offerta per far fronte all’emergenza abitativa. La novità dell’iniziativa che ha trovato il sostegno delle associazioni dei proprietari e dei sindacati degli inquilini, è quella che vede il Comune far da garante (fino a 8.500 euro per danni e morosità) nei confronti dei proprietari e permettere loro di godere di una serie di sgravi fiscali.

Due i vincoli per aderire a “Abitare solidale”: che l’affitto sia a canone concertato e che incida al massimo per il 30% sul reddito familiare. L’iniziativa punta a rimettere sul mercato appartamenti sfitti, convincendo anche chi ha dovuto farsi carico dei costi per lo sfratto di un inquilino moroso e dall’altro far trovare alloggio a chi non può pagare un affitto a libero mercato, perché sfrattato, si è separato, ha perso il lavoro.

Insomma quei nuclei familiari che si trovano in difficoltà temporanea e che non hanno il diritto di accedere a un alloggio pubblico e non possono pagare un affitto elevato. Per chiarire, se per un affitto di un appartamento di 80 metri quadrati sul libero mercato la richiesta è di 400-450 euro, l’affitto a canone concertato è di circa 300 euro, mentre quello calcolato in base al progetto “Abitare solidale”, potrebbe essere uguale o inferiore.

«Anche se ormai – hanno detto ieri Annamaria Terenziani di Confedilizia e Maria Carmela Consolini di Asppi – canone concertato e canone libero si avvicinano».

«La differenza la fa il Comune con la garanzia di 8.500 euro, rispetto alle tre mensilità previste nel contratto libero o concordatocordato», sostengono Carlo Veneroni di Sunia-Cgil, Chiara Lupi di Sicet Cisl e Ferdinando Guidetti della Uil.

Anche se l’appartamento è inserito nell’elenco “Abitare solidale”, la decisione di affittare resta al proprietario. Il Comune fornirà mediazione sociale, informazione e orientamento all'utenza attraverso uno sportello, garanzie nei confronti dei proprietari degli alloggi per gli eventuali stati di insolvenza, nonché sostegno economico ai nuclei familiari o ai singoli per l'accesso alla casa.

Possono partecipare privati, società, cooperative, operatori del settore immobiliare proprietari di abitazioni censite al Catasto nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5. Alle abitazioni locate sarà applicata l'aliquota Imu dello 0,76%, anziché dell'1,06%, l’imposta di registro sarà ridotta e applicabile la cedolare secca.

Dal 6 novembre è possibile scaricare la manifestazione d’interesse da www.comune.re.it/casa. Le richieste devono essere consegnate in Comune con la documentazione richiesta, a mano, con raccomandata a/r o a mezzo Pec.