enti pubblici

Reggio Emilia, società sportive e Fondazione ai ferri corti

di Enrico Lorenzo Tidona

In una lettera (rimasta per ora nel cassetto) le società reggiane chiedono al sindaco di rivedere statuto e dirigenti dell’ente considerato altrimenti inutile

REGGIO EMILIA  «Così come è oggi la Fondazione per lo Sport non ha più senso di esistere» e per questo motivo «va urgentemente riformata». E ancora: «L’esperienza di questi anni ha fatto emergere la situazione sopra specificata con l’aggravante di un atteggiamento di sostanziale contrapposizione con le società sportive».

Questo è il richiamo sonoro da parte di alcune società sportive reggiane rimasta lettera morta per volontà degli stessi estensori della missiva - che era indirizzata al sindaco Luca Vecchi - sulla base di un intervento in extremis da parte dell’amministrazione e dell’ente stesso. I rapporti tra società sportive reggiane e Fondazione per lo Sport, infatti, hanno raggiunto un punto di tensione altissimo, come descritto analiticamente in questa lunga lettera datata 24 maggio 2017 rimasta nel cassetto, che indica però un contrasto - ancora persistente - tra le realtà sportive e la cabina di regia pubblica che, viene riportato nella missiva, «non persegue concretamente le finalità per cui è stata costituita, ha manifestato gravi anomalie strutturali e si caratterizza per un comportamento burocratico molto “ingombrante”. Tutto questo la rende inefficace con una ripercussione negativa sull’intero movimento sportivo creando sfiducia, malcontento e tanta frustrazione».

Quando si parla di giovani e famiglie, infatti, è luogo comune ormai affermare che le società sportive sono le nuove parrocchie. Realtà che hanno a che fare con il variegato mondo degli sport considerati minori - per categoria - ma assolutamente maggioritari per valenza sociale e numero di reggiani coinvolti. L’anello di congiunzione tra società e sport è la Fondazione creata 10 anni e contro la quale si stanno rivolgendo gli strali di molti dirigenti delle società che faticano a far quadrare i conti e a mantenere gli standard dell’offerta sportiva, a quanto sembra, a causa di rapporti deteriorati quantomeno verso alcuni snodi della Fondazione, presieduta dal 2016 da Leo Melli.

Una figura di tutela e raccordo anche con il sindaco Luca Vecchi, che ha la delega allo sport e sembra conoscere bene i patimenti delle società verso la Fondazione. Patimenti racchiusi in questa lettera - confermata da più fonti ma in via anonima per via di «possibili ripercussioni» - scritta su iniziativa di diverse società sportive reggiane, pronta ad essere sottoscritta ma poi fermata. Una missiva lunga due pagine nelle quali sono racchiusi i problemi principali - dallo sblocco di finanziamenti per le società sportive ai progetti - con una richiesta spiazzante: non solo rivedere lo statuto della Fondazione, ma soprattutto un sostanziale cambio di dirigenti nell’ente nato nel 2007, scegliendone altri «che conoscano la realtà del mondo sportivo» e lo rendano più snello, «con la burocrazia ridotta al minimo, con un rapporto operativo con le società veloce e tale da semplificare la gestione degli impianti». Le società promotrici dell’atto sono “soci” forti e maggioritari della Fondazione.

Nella lettera esortano il sindaco, sensibile al tema dello sport, a riprendere la situazione in mano: «Nessuno di noi vuole operare fuori dalle leggi e dalle regole, ma quando gli aspetti formali vengono utilizzati come pretesto per non fare e quando vincoli accessori vengono utilizzati come strumenti “di pressione o minaccia” (ci passi il termine) a realtà sportive che tutti i giorni faticano a continuare le proprie attività di promozione dello sport, in particolare nei confronti dei bambini e dei ragazzi, allora ci vediamo costretti ad uscire dal silenzio e a porre la questione alla sua attenzione».