Reggio Emilia, allagamento alla Bartali: le aule resteranno chiuse per settimane

di Leonardo Grilli

I lavori per ripristinare le classi danneggiate dureranno più del previsto. Nel frattempo il Comune sta cercando soluzioni alternative per i 250 bambini

REGGIO EMILIA. Gli alunni della scuola elementare Bartali non potranno tornare nello stabile Gil di via Verdi per un bel po’ di tempo. I lavori per sistemare le cinque aule danneggiate nel week-end dall’allagamento dureranno infatti molto più del previsto. Secondo le stime delle prime ore, forse troppo ottimistiche, tutto si sarebbe dovuto concludere nel giro di qualche giorno.

Ma i sopralluoghi successivi dei tecnici comunali hanno allungato le tempistiche. Prima di qualche settimana nessuno al di fuori degli operai potrà più mettere piede in quell’ala dell’edificio. Nemmeno i bambini che facevano lezione nelle altre cinque classi che si sono salvate dai crolli e dall’acqua piovana: motivi di sicurezza.

Si apre quindi il capitolo della sistemazione alternativa. Per adesso sei sezioni sono state spostate nell’oratorio della parrocchia Regina Pacis, poco distante da via Verdi. Ma non potranno restare lì per tutto il tempo necessario alla conclusione dei lavori.

Nonostante la grande disponibilità del parroco, infatti, quei locali servono anche per altre esigenze e non possono essere occupati così a lungo da un centinaio di bambini. Stesso discorso vale anche per le altre quattro sezioni che hanno trovato spazio in modo temporaneo nei laboratori dell’istituto comprensivo Lepido di via Premuda, sede originaria della Bartali prima dei lavori di ristrutturazione del complesso scolastico che hanno costretto le dieci classi a spostarsi in via Verdi per un anno.

Entro lunedì prossima, dunque, l’amministrazione comunale dovrà trovare un luogo adatto a ospitare circa 250 bambini per qualche settimana. Una decisione non facile, come spiega il vicesindaco Matteo Sassi che fin da subito ha seguito questa vicenda per conto del Comune: «Già da oggi (ieri, ndr) con i tecnici comunali sto supervisionando diversi edifici di proprietà pubblica per trovare un’adeguata sistemazione ai bambini. Non si tratta di un’operazione semplice perché dobbiamo trovare un luogo abbastanza ampio per 250 alunni e che rispecchi i criteri di sicurezza e vivibilità adatti a ospitare in via temporanea una scuola. Stiamo valutando diverse opzioni, sarà difficile trovare qualcosa sempre in zona Regina Pacis, ma comunque gli alunni rimarranno in città».

L’altro capitolo infine è quello della rivalsa dell’amministrazione sulla ditta perugina che stava eseguendo i lavori nella palestra di via Verdi. Dopo le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta di Reggio dal titolare della ditta, accusata da Sassi di essere responsabile dell’allagamento, si dovrà capire se il Comune vorrà comunque procedere con la causa contro l’azienda.