dall’ufficio immigrazione 

In un mese rimpatriati otto malviventi stranieri

REGGIO EMILIA. Sono otto gli stranieri non in regola con la legge che sono stati rimpatriati in poco più di un mese dagli agenti dell’ufficio immigrazione della questura. Numeri che si sommano agli...

REGGIO EMILIA. Sono otto gli stranieri non in regola con la legge che sono stati rimpatriati in poco più di un mese dagli agenti dell’ufficio immigrazione della questura.

Numeri che si sommano agli altri quattro accompagnamenti alla frontiera eseguiti nel mese di settembre. Di questi rimpatri, due sono stati eseguiti su decisione del tribunale che, come pena accessoria, può infliggere il ritorno forzato nel paese di origine. Si tratta di un cittadino tunisino e di un albanese, entrambi in galera per questioni legate allo spaccio di droga: il primo era stato arrestato a Bologna, il secondo ad Ancona mentre stava cercando di rientrare in Italia a seguito di un precedente provvedimento di espulsione.

Gli altri sei rimpatri, invece, sono stati disposti su decisione prefettizia. Di questi tre nel frattempo erano stati scarcerati perché avevano già scontato la pena, due albanesi e un tunisino, mentre in un solo giorno è stato disposta ed eseguita l’espulsione di un quarto tunisino arrestato a Correggio dai carabinieri.

Più complessa invece è stata la vicenda che ha riguardato un cittadino cinese. L’uomo in questione qualche tempo fa era andato in questura per richiedere un permesso di soggiorno ma era stato espulso e gli era stato trattenuto il passaporto. Martedì, però, l’asiatico ci ha riprovato ed è tornato nuovamente agli sportelli della polizia ma questa volta, grazie al documento già in possesso degli agenti, è stato rimpatriato in giornata.

«Il nostro lavoro – spiega il dirigente dell’ufficio immigrazione, Francesco Baiano – è fondamentale e complesso. Per rimpatriare in fretta chi non è in regola serve un lungo e complicato lavoro di raffronto fra banche dati, contatti con i consolati e verifiche dei documenti». (l.g.)