Pizzicati con mezzo chilo di droga, restano ai domiciliari

di Ambra Prati

Reggio Emilia: hanno patteggiato 4 anni di reclusione e 18mila euro di multa i tre spacciatori arrestati nel maggio scorso  

REGGIO EMILIA. Hanno patteggiato 4 anni di reclusione e 18mila euro di multa i tre spacciatori – due fratelli albanesi e una donna rumena – pizzicati dalla polizia con mezzo chilo di cocaina.

La vicenda risale al 17 maggio scorso, quando gli agenti della Squadra Mobile, che da qualche tempo teneva d’occhio uno dei tre soggetti, in via Mameli avevano assistito ad uno scambio di droga tra l’albanese Viktor Ndoj, 35enne domiciliato in via Marx a Reggio, e un cliente straniero. L’albanese si era poi recato in un bar di via Brigata Reggio, dove aveva incontrato il fratello di 37 anni, Gjin Ndoj, e la rumena 31enne Gianina Alina Savin, residente in via Vanini sempre in città. A quel punto i tre erano stati fermati e sono scattati i controlli.

Nell’auto dello spacciatore che aveva ceduto la dose in via Mameli erano stati trovati più di 16mila euro in contanti, secondo gli inquirenti prova dell’attività di spaccio. Il fratello invece a casa aveva 55,5 grammi di cocaina. Il quantitativo maggiore di droga era stato trovato alla rumena: addosso la donna ne aveva 95 grammi, suddivisi in 35 dosi, mentre nella perquisizione domiciliare erano saltati fuori 377 grammi di cocaina, oltre all’armamentario necessario per il confezionamento della droga.

Nell’udienza di convalida dell’arresto che era seguita il Gip Angela Baraldi aveva stabilito i domiciliari per la rumena, difesa dall’avvocato Ernesto D’Andrea, e il carcere per i due fratelli, poi passati ai domiciliari e difesi dall’avvocato Noris Bucchi.

Venerdì scorso, in un’unica udienza, si è concluso il procedimento dei confronti dei tre, accusati del medesimo reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (Viktor è accusato anche di cessione, per la dose venduta, ma aveva già collaborato in precedenza).

I fratelli, incensurati, hanno risposto alle domande, hanno ammesso le loro responsabilità e si sono detti dispiaciuti.

Il Gip Giovanni Ghini, raccolto il parere favorevole del pm Giacomo Forte, ha ratificato il patteggiamento e la misura cautelare: tutti e tre erano e restano ai domiciliari.

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