«Tribunale di Reggio Emilia senza personale. Situazione preoccupante»

di Enrico Lorenzo Tidona

Allerta per gli amministrativi: ne mancano 17 su 67 e il lavoro è in aumento. La presidente Beretti: «Una precarietà che si aggrava di giorno in giorno»

REGGIO EMILIA. Non si placa l’emergenza del personale amministrativo in tribunale a Reggio. Il deficit di organico è ormai strutturale, bilanciato dall’efficienza generale che pesa però su tutto il personale, giudici compresi.

«L’ufficio opera in una preoccupante e progressiva situazione di precarietà che si aggrava di giorno in giorno» è stato il primo richiamo ufficiale da parte dell’ormai prossimo presidente del tribunale, Cristina Beretti, ancora nel ruolo di vicario ma in attesa dello scontato via libera alla carica da parte del plenum del Csm.

«Al costante aumento dell’attività giurisdizionale dei magistrati togati e onorari, della quale ha dato atto la recente ispezione ministeriale, si contrappone il continuo depauperamento della struttura di supporto amministrativo e la costante contrazione del numero di unità lavorative presenti» ha sottolineato il giudice durante il convegno in tribunale per la Giornata europea della giustizia civile, un incontro con la cittadinanza per spiegare come accedere al servizio di giustizia.

«In pianta organica sono previste 67 unità amministrative, di per sé oggettivamente insufficienti, ma di fatto sono presenti solo 51 persone, da ieri 50 a seguito del pensionamento di una dipendente - ha segnalato Beretti - Del tutto analoga la situazione del personale amministrativo all’Ufficio del giudice di pace dove operano solo 6 unità: due funzionari, 2 assistenti, 2 operatori.

La scopertura dell’organico di personale amministrativo in particolare per le qualifiche più elevate è decisamente preoccupante». Il supporto garantito da applicazioni, comandi e distacchi è doveroso ma l’aiuto - offerto anche da tirocinanti e programmi scuola-lavoro - non copre i posti a più alta qualificazione.

«A fronte dei nove pensionamenti nel periodo 2015–2017 di cui due funzionari, un cancelliere, quattro assistenti e due ausiliari - dice il presidente - si è avuta solo quest’anno l’immissione di un unico assistente giudiziario».

Ecco allora che ogni assenza, anche per pochi giorni, ha ripercussioni in termini di ridistribuzione dei servizi e crea tensioni tra il personale presente. «Dobbiamo avvicinare fisicamente i cittadini alla giustizia e all’amministrazione della giustizia stessa - è stata l’esortazione di Franco Mazza, presidente dell’ordine degli avvocati reggiani - dobbiamo fare in modo che si sentano parte e ne capiscano la rilevanza così come i problemi che la affliggono».

La mole di lavoro solo per il settore civile è imponente. Sono state 3.240 le sopravvenienze dal luglio 2016 al giugno del 2007. E sono stati definiti 2.925 procedimenti. La pendenza al 30 giugno 2017 era di 4.114 in leggero aumento rispetto allo scorso anno pari all’8%.