Droga nella Bassa, 10 anni a Rudy Mora

Il pm ne aveva chiesti 18. Assolto Marco, fratello del parrucchiere di Gualtieri. Quattro anni e due mesi al barista Stefano Ragni

GUALTIERI - GUASTALLA. Dieci anni al parrucchiere gi Gualtieri Rudy Mora. Assolto il fratello Marco. Quattro anni e due mesi al barista di Santa Vittoria Stefano Ragni.

Si è concluso con queste condanne il processo con rito abbreviato ai tre gualtieresi coinvolti nella maxi-operazione antidroga condotta nell’autunno 2016 dai carabinieri nella Bassa, che portò al sequestro di cocaina, hascisc e marijuana, oltre a ingenti somme di denaro.

Il giudice Luca Ramponi ha quasi dimezzato le pesanti richieste di condanna del pm Stefania Pigozzi e ha assolto Marco Mora.

Il pubblico ministero aveva infatti chiesto ben 18 anni per il parrucchiere Rudy Mora, dopo che era partita da una base di calcolo di 27 anni, poi ridotti di un terzo per effetto del rito abbreviato. Per Marco Mora, il pm aveva chiesto 8 anni, mentre per il barista Ragni 10 anni.

Nel corso della loro arringa, gli avvocati Noris Bucchi e Federico Bertani hanno sostenuto che al parrucchiere non si dovesse contestare l’aggravante dell’ingente quantità (nonostante i chili di stupefacente sequestrati) e, soprattutto, che il 60enne meritasse le attenuanti generiche, nonostante in questi mesi di carcere non abbia molto collaborato con le forze dell’ordine (non ha mai detto chi fossero i fornitori della droga). I legali hanno sostenuto che il loro assistito – che, tra l’altro, è a sua volta dipendente dalla droga – ha comunque ammesso le sue responsabilità.

Noris Bucchi ha chiesto e ottenuto l’assoluzione per Marco Mora con questa argomentazione: non ci sono prove che il 54enne fosse a conoscenza del fatto che nel garage e nella cantina della abitazione dove viveva, e che era a disposizione anche del fratello Rudy, fosse custodita della droga (due etti di cocaina, un chilo di hascisc e 66 grammi di marijuana). L’avvocato ha poi detto che anche se il fratello fosse stato a conoscenza di questa detenzione, non andava considerato automaticamente corresponsabile nell’attività di spaccio, ma al massimo connivente. Alla fine il giudice ha ritenuto che non vi fossero prove per condannare l’uomo.

Per quanto riguarda il barista 40enne Ragni, la condanna a quattro anni e due mesi ricalca quasi del tutto la richiesta di patteggiamento che l’avvocato Fabrizio Pancaldi aveva formulato da tempo (quattro anni), senza che il pm desse il consenso. Per il barista, da un anno ai domiciliari, si apre la possibilità di chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. L’avvocato Pancaldi valuterà, una volta lette le motivazioni della sentenza, l’eventualità di un ricorso, anche se la condanna è di soli due mesi superiore alla sua richiesta di patteggiamento e, dunque, non dovrebbe scegliere questa strada.

I difensori del parrucchiere, invece, faranno sicuramente appello per tentare di ridurre ulteriormente l’entità della pena. (j.d.p.)

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