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Iren aumenterà il dividendo del 10% l'anno

Presentato il piano industriale al 2022. Nei i primi 9 mesi dell'anno ricavi in crescita del 17,3% a 2,61 miliardi di euro. Vecchi aprrova: "Passaggio importante nella storia dell'azienda"

REGGIO EMILIA  La multiutility Iren, partecipata dai comuni reggiani - attiva anche nelle province di Torino, Genova, Parma e Piacenza) ha chiuso i primi 9 mesi dell'anno con ricavi in crescita del 17,3% a 2,61 miliardi di euro.

Lo si legge in una nota in cui viene indicato un utile netto in rialzo del 42,3% a 179,5 milioni di euro ed un margine operativo lordo in progresso dell'11,3% a 622,2 milioni. In calo di «circa 79 milioni di euro» l'indebitamento netto, sceso a 2,37 miliardi, mentre sono saliti del 28% a 200,2 milioni gli investimenti tecnici lordi.

Il cda di Iren ha approvato, oltre ai conti dei nove mesi, anche il piano al 2022 che vede tra cinque anni un Ebitda pari a 950 milioni (+170 milioni sui dati 2016) con il 70% di tale risultato già centrato nel 2020 e derivante, a regime, da attività regolate o quasi. Le sinergie vengono stimate in 80 milioni (che si sommano ai 50 milioni già ottenuti tra 2015 e 2016) e l'utile netto salirà del 50% a circa 260 milioni. La dividend policy verrà ulteriormente incrementata con una crescita annuale del dividendo per azione che passa dall'attuale 8% al 10%, «atterrando» su una cedola superiore a 10 centesimi nel 2022.

Nel piano si conferma inoltre Iren «nel ruolo di polo aggregatore e motore di sviluppo all'interno dei territori di riferimento». Come già fatto in passato, il contributo al mol di possibili operazioni di M&A non è stato messo a piano ma il presidente Paolo Peveraro lo stima attorno a 130 milioni di euro. Infine, gli investimenti cumulati saranno pari a 2,5 miliardi (+15%) e il debito al 2022 è visto in riduzione di circa 300 milioni a 2,16 miliardi.

DA REGGIO VECCHI APPROVA  «Quanto approvato ieri è un passaggio molto importante nella storia del gruppo.  L'estensione del piano industriale dimostra come si tratti di un'azienda solida perché non sono tante le realtà che possono investire in cinque anni così tante risorse. Sono risultati al di sopra delle più rosee previsioni di fatturato e utili».

Così il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, coordinatore del patto di sindacato di soci pubblici di Iren ha commentato i risultati della multiutility invitando ora a «non perdere di vista il legame col territorio. Compito dell'azionista pubblico è quello di segnalare costantemente al management l'esigenza di questo rapporto con l'utenza e la capacità di investimento dei territori».

Vecchi ha sottolineato gli «enormi passi avanti verso un'integrazione aziendale e consolidazione industriale» fatti negli ultimi tre anni: «C'erano tre diversi territori e due aziende - ha detto il sindaco - C'era l'esigenza di sviluppare integrazione e di creare un corpo unitario. Il risultato è che il titolo vale tre volte di più, ci sono stati più dividendi per i comuni e per gli azioni e ora gli investimenti. Questo è la dimostrazione che il percorso di integrazione è stato positivo per il gruppo».

Ora per il coordinatore del patto di sindacato «altrettanto importante come lo è stato il percorso di integrazione aziendale è quello di aprire una stagione di fortissima attenzione ai territori e comunità. Ma vista la qualità del piano presentato siamo fiduciosi della capacità investimento dei territori e miglioramento della qualità dei servizi».