Chiusa per spaccata la farmacia comunale di via Papa Giovanni

Reggio Emilia: il ladro ha agito di notte rompendo il vetro con un tombino. Sulla vicenda indaga la polizia

REGGIO EMILIA. Amara sorpresa, sabato mattina, per i residenti di via Papa Giovanni XXIII: la loro farmacia di zona era inaspettatamente chiusa. Vetri rotti e danni ingenti, l’attività è stata ancora una volta vittima dei ladri che l’hanno scelta come bancomat personale per rubare l’incasso custodito all’interno.

Le immagini girate dopo la spaccata

Reggio Emilia, spaccata alla farmacia di via Papa Giovanni



Tutto è successo nella notte fra venerdì e sabato. Il ladro – anche se non vi è per ora nessuna certezza sul numero di malviventi autori della spaccata – ha atteso che calasse il buio e che nelle vicinanze non passasse nessuno per agire. Così ha preso un pesante tombino in ghisa, probabilmente divelto il giorno prima da una delle strade limitrofe, e lo ha scagliato contro la vetrata principale della farmacia comunale.

Così, dal buco che si è creato, il ladro è riuscito a passare, entrando nel locale e rubando in pochi secondi tutto il fondo cassa. Ai dipendenti della farmacia non è rimasto altro da fare che prendere atto della spaccata, chiudere fino a lunedì e avvertire le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata la polizia di Reggio Emilia assieme alla squadra scientifica.

Da quanto emerge, infatti, il ladro si sarebbe tagliato mentre si infilava attraverso il buco nel vetro, lasciando diverse macchie di sangue sul posto. Quelle, assieme all’esame di eventuali impronte digitali, potrebbero essere decisive per identificare il malvivente.

La farmacia, inoltre, era provvista di telecamere i cui filmati sono adesso al vaglio degli agenti della questura. Una farmacia, quella di via Papa Giovanni XXIII, bersagliata dalla criminalità. L'ultima rapina registrata è del 30 gennaio 2016. Un uomo a volto scoperto ma armato di un coltello aveva minacciato la farmacista e si era fatto consegnare l’incasso della mattina e poi era fuggito a piedi.

Il bandito fece perdere le sue tracce allontanandosi probabilmente attraversando i parchi della zona ma per l’attività si trattava del terzo colpo nel giro di pochi mesi.