Reggio Emilia: auto non assicurate, è un'emergenza

di Ambra Prati

Strade a rischio: una mattinata in pattuglia con gli agenti della polizia municipale che grazie al Targa System scoprono i trasgressori 

REGGIO EMILIA. «L’assicurazione? Doveva pagarla la mamma», «È impossibile che io non abbia pagato», «Ma davvero bisogna pagare? Non me l’aveva detto nessuno». Sono solo alcune delle scuse più fantasiose proferite dagli automobilisti scoperti al volante senza assicurazione.

Una vera e propria piaga sociale, un fenomeno in aumento negli ultimi anni, complice la congiuntura economica che fa arrancare le famiglie. Eppure circolare senza assicurazione è alquanto rischioso: se a un automobilista in regola accade di essere coinvolto in un incidente stradale con un’altra vettura non coperta dalla RC Auto, viene doppiamente beffato, perché dovrà sostenere di tasca propria i danni alla macchina, nonché le spese sanitarie, pur essendo incolpevole (in caso di incidente stradale con vittime, scatta la responsabilità penale, che è personale, anche se impotente contro i nullatenenti).

Abbiamo passato una mattinata insieme a una pattuglia della polizia municipale di Reggio Emilia – gli agenti Francesco Sarlo, 45 anni, e Antonio Puiano, 49 anni – che aveva montato il Targa System, l’apparecchiatura informatica che “legge” in tempo reale le targhe, in grado di stabilire se le vetture in transito sono in regola oppure no con assicurazione e con la revisione (il bollo auto annuale, invece, è di competenza di guardia di finanza, se un mezzo immatricolato per uno scopo viene usato per altro scopo, o di Equitalia, se non si salda al pari delle altre tasse).

Un’attrezzatura in dotazione da alcuni anni; ma ora il comando di via Brigata Reggio ne possiede due, il che consente di avere ogni giorno una pattuglia in servizio. Di notte – ma l’utilizzo è infrequente, anche per la minor quantità di vetture in circolazione – il Targa System è utile soprattutto per scovare auto rubate.

La normativa. L’assicurazione dei veicoli è un obbligo sancito da decenni: per la precisione dalla legge n. 990 del 24 dicembre 1969. Da notare che per la normativa l’obbligo vale non solo per le auto circolanti, ma anche per quelle parcheggiate su suolo pubblico (in strada o in parcheggi cittadini), poiché la sosta è considerata un momento della circolazione; il che non vale se, per esempio, la vettura viene ricoverata in un cortile o in un giardino privato. «Molti stranieri si disinteressano dell’auto, la abbandonano parcheggiata in strada e lasciano che la polizza scada, non sapendo di incorrere in una infrazione che viene sanzionata allo stesso modo rispetto al veicolo circolante», spiegano gli agenti.

Quando un’auto viene trovata senza polizza in strada, prima viene chiamato il carro attrezzi perché il veicolo dev’essere rimosso dal suolo pubblico; poi il codice della strada prevede che il titolare, cui è affidata la custodia dell’auto sotto sequestro, abbia tre giorni di tempo per indicare l’area privata dove intende ricoverarla. Se si rifiuta o non ottempera, oltre al riscatto per il dissequestro scatta la multa per “rifiuto di assumere la custodia”, che può prevedere anche il ritiro della patente.

Identikit del trasgressore. «Chi viaggia senza assicurazione di solito ha problemi economici: è gente che, pur essendo consapevole del rischio che corre, tra il fare la spesa e pagare l’assicurazione sceglie la prima», spiegano gli agenti, secondo i quali non c’è un identikit specifico del trasgressore: «Il fenomeno è trasversale a tutte le classi sociali e a tutte le età». Sbaglia chi presume che la maggior parte dei rei siano stranieri. «Uomini, donne, italiani, immigrati: c’è gente di tutti i tipi – affermano Sarlo e Puiano – Semmai gli stranieri riscattano meno l’auto sotto sequestro perché troppo costoso, e sono penalizzati nello stipulare la polizza perché non hanno una storia stradale pregressa e quindi risultano in una classe alta».

Non tutti sono in malafede, sottolineato gli agenti. «Può accadere che la polizza sia appena stata saldata e il computer non l’abbia ancora registrato: una casistica rara. Oppure può accadere che la compagnia assicurativa non comunichi la scadenza della polizza: non sono tenute, anche se quasi tutte lo fanno. Più frequente, invece, che ci si dimentichi della revisione annuale, dalle conseguenze sociali inferiori. C’è anche chi ci ringrazia della scoperta: ad esempio settimane fa abbiamo fermato un signore residente a Verona che, per un disguido, non aveva visto la mail dell’assicurazione online. Quel signore ha telefonato all’assicurazione riattivandola, ha pagato il verbale e in venti minuti è ripartito sulla sua auto».