Barista pestato a sangue per 10 euro

di Ambra Prati

Una 16enne gli ha chiesto di aprire il locale per bere qualcosa, due complici sono entrati e lo hanno aggredito

SANT’ILARIO D’ENZA. Preso a calci e pugni in faccia nel suo bar e ferito in modo grave. Il tutto per un bottino di appena 10 euro.

Vittima della brutale aggressione a scopo di rapina Raffaele Bertani, 37 anni, titolare del bar degustazione “Tazza d’oro”, in piazza Repubblica a Sant’Ilario.

I responsabili dell’aggressione sono stati identificati in tempi record dai carabinieri: si tratta di quattro giovani, tra una 16enne, denunciati per rapina aggravata in concorso e lesioni gravissime.

Non sono stati arrestati perché, sebbene l’azione sia stata immortalata dalle telecamere comunali, non sono stati fermati in flagranza di reato ma alcune ore dopo.

Il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica, quando il barista è stato avvicinato da una ragazza, che poi è emerso essere 16enne. La vittima non poteva immaginare che in realtà la giovane era “l’esca”: aveva il compito di distrarre il barista, e l’obiettivo era di farsi aprire il locale – a quell’ora chiuso – per consentire ai complici, tra i quali il fidanzato, di mettere a segno il colpo. La minorenne ha detto a Raffaele di voler bere qualcosa, e il 37enne è entrato con lei nel bar “La tazza d’oro”, di cui aveva le chiavi, chiudendo la porta dall’interno.

Pochi secondi dopo, sentendo bussare, Bertani ha aperto, trovandosi di fronte due sconosciuti che, travisati, lo hanno gettato a terra e pestato selvaggiamente con calci e pugni. Un pestaggio molto violento, che ha avuto l’unico scopo di arraffare il registratore di cassa semivuoto: con quello i due sono fuggiti, assieme alla minorenne che fingeva di inseguirli, raggiungendo un’utilitaria che li attendeva in piazza IV Novembre (la piazza adiacente), con una 20enne alla guida.

Alle 2.30 la vittima, ridotto a una maschera di sangue, ha allertato il 112, e ai carabinieri sono bastati pochi passi per arrivare dalla caserma. I militari hanno iniziano subito le indagini: grazie alle telecamere della piazza adiacente, messe a disposizione dal sindaco Marcello Moretti (quelle dei negozi sotto il portico non sono state utili), il caso è stato risolto in mezza giornata.

I carabinieri sono risaliti all’identificazione dell’improvvisata banda: la 16enne “esca”; il fidanzato di quest’ultima, un 20enne abitante nel Reggiano; l’amico 23enne domiciliato a Vignola, nel Modenese; la 20enne alla guida dell’auto.

Solo i due uomini sono gli autori materiali della rapina ma, secondo quanto ricostruito dall’Arma, i quattro – che sono incensurati, con i due ragazzi segnalati in passato per il consumo di droga – hanno agito in base ad un piano estemporaneo, sfuggito di mano e che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

In base alle parziali ammissioni dei quattro, i carabinieri hanno poi rinvenuto il registratore di cassa abbandonato lungo la provinciale per Montecchio, forzato e con all’interno qualche centesimo.

Raffaele Bertani ha riportato fratture facciali e il sospetto perforamento della trachea. Ora il 37enne si trova ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia con una prognosi di 40 giorni, ma è probabile che a breve sia trasferito all’ospedale Maggiore di Parma, nel reparto maxillo-facciale.

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